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25 novembre 2011 5 25 /11 /novembre /2011 01:52

 

1 rama-carta-copia-1

 

In tempi remoti la Valle di Susa fu teatro di una misteriosa città megalitica chiamata “Rama”, distrutta poi da un immane cataclisma. I suoi abitanti furono una popolazione di giganti venuta da molto lontano per praticare una forma avanzatissima e raffinata di “magia” in quella che veniva considerata una vera e propria “terra sacra”. Questo ci raccontano le antiche tradizioni valligiane.

Rama in una carta del Settecento!

Ma perché questi luoghi erano considerati “sacri”, “magici”?

Apriamo una parentesi sulla “città della magia” per eccellenza, Torino (distante appena una trentina di chilometri dal supposto centro di Rama) e domandiamoci: da dove deriva questa “fama”?

 

Eridania (Torino)

Storicamente parlando, Torino fu inizialmente un sito preistorico abitato dal popolo “ligure” dei Taurini; alcuni secoli e millenni dopo, questi sarebbero entrati in contatto con i Celti dell’Età del Ferro (I millennio a.C.) – o Galli, come li chiamavano i Romani.

Secondo però una leggenda da sempre caldeggiata da alcuni studiosi torinesi – si veda l’opera Historia della città di Torino di Emanuele Thesauro (1594-1675), storico di corte di Madama Cristina – nella metà del II millennio a.C. giunsero addirittura genti di stirpe egizia comandate dal principe-sacerdote Eridano – da cui forse il nome Eridanus, costellazione che gli antichi “Europei” associavano al (identificavano col) fiume Po, gli Egizi al Nilo…

 

apianus_35_eridanus_copia.jpg

 

Gli autori classici: Ovidio…

L’antico nome del fiume torinese è addirittura citato nelle Metamorfosi (libro II, vv. 1-332) di Ovidio, poeta latino vissuto attorno al 30 a.C.:


Il cocchio del Sole andò a riscaldare l’Orsa Maggiore che cercò invano refrigerio nel mare, con il suo calore risvegliò il Drago prima inerte, fece fuggire sconvolto il Bifolco; e quando giunse presso la costellazione dello Scorpione, Fetonte ebbe paura delle sue chele e della sua coda velenosa, e lasciò cadere le redini.
I cavalli si diressero allora verso il basso e la Terra venne riarsa: fu così che la Libia diventò un deserto, la pelle degli Etiopi si fece nera e molti mari si prosciugarono. Per porre termine a tali disastri, Zeus colpì Fetonte con la sua folgore, facendolo precipitare nell’Eridanus
, dove morì.

 

Secondo questo racconto leggendario, Fetonte, figlio del Dio del Sole, un giorno provò a guidare il cocchio del padre – nonostante questi gli avesse negato categoricamente il permesso! Come possiamo ben immaginare, “fatalmente” il giovane ribelle fallì nella sua impresa, causando immani disastri su tutto il pianeta, finché suo padre non si decise a punirlo e a colpirlo «con la sua folgore facendolo precipitare», appunto, nell’Eridanus, vale a dire – secondo alcune interpretazioni – nel fiume Po (e più precisamente alla sua confluenza col fiume Dora).

Ma quando avvenne?

E dove, esattamente?

Ma soprattutto: perché esattamente in questi luoghi?

Come interpretarono tali eventi i popoli antichi? Il cui approccio alla vita, presumibilmente, era di tipo “magico”? Un evento del genere senza dubbio venne interpretato in forma simbolica, come un Segno, dall’alto, di una Volontà divina; come l’indicazione dal cielo, divina quindi, che quel punto preciso della Terra dovesse essere considerato una Regione “magica”, una terra “sacra” appunto…

E la leggendaria Rama prima, e la Torino “magica” poi, ben s’innesterebbero in questo variopinto Albero genealogico, le cui radici affondano nell’antichissimo humus dei miti locali.

 

Rama: una leggendaria città megalitica (part II)

36 - Eridanus 1

 

Rama in un famoso libro di fantascienza: un asteroide in pianura padana!

 

[Parentesi “sentimentalistica” (in un blog, si puòJ): ho avuto modo di vivere un anno in questo esatto luogo, poco distante dal Lungo Po Antonelli, non lontano dal centro di Torino, e vi posso garantire che ancora oggi regna in quelle zone un’atmosfera particolare, magica, misteriosa. La zona stessa in alcuni scorci è rimasta come sospesa nel tempo, rimanendo pressoché identica a oltre cento anni fa – non ho difficoltà a considerarla la zona più sconosciuta e affascinante di Torino: si effettua un vero e proprio viaggio nel tempo, nella Torino ottocentesca, passeggiando nei suoi viali sterrati, all’ombra dei suoi alberi secolari, il lento sciabordio del Po poco distante… – e tutte le mie “poesie Bonsai” poesie Bonsai – Eridania 2008  son nate così, in un lento autunno di tre anni fa esatti, trascorso nella Pace antica di Eridania].

antonelli

 

Pubblico infine alcune citazioni, come consuetudine…

Eridano (costellazione)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Eridano (in latino Eridanus) è il nome classico del fiume Po; e in effetti questa costellazione, rappresenta, almeno nella cultura greco-latina, il fiume Ηριδανός, perciò è (raramente) definita Fiume Po. Fa parte delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, ed è oggi una delle 88 costellazioni moderne. […]

Si tratta di una vasta costellazione, che si estende specialmente in declinazione, partendo dall'equatore celeste e spingendosi a sud fino oltre l'orizzonte meridionale di gran parte delle regioni dell'emisfero boreale. L'area ricoperta da questa costellazione si può individuare facilmente, essendo tutta quella parte di cielo posta a sud-ovest di Orione. Il periodo migliore per la sua osservazione ricade tra i mesi di novembre e marzo (e dall'emisfero sud anche più a lungo). […]

La sorgente del fiume è indicata dalla stella Cursa, ai piedi di Orione; si snoda poi verso sud, compiendo diverse anse via via sempre più strette man mano che si scende verso meridione seguendo varie concatenazioni di stelle deboli. Compie l'ultima ansa in corrispondenza della stella Acamar (dove anticamente veniva indicata la fine della costellazione) e termina infine con la brillante e isolata Achernar. Questa stella anticamente non era nota, poiché a causa della precessione degli equinozi si trovava molto più a sud (4000 anni fa era addirittura la "Stella Polare" australe). Acamar, che in antichità si trovava molto bassa sull'orizzonte all'epoca di Tolomeo,

era considerata in pratica l'ultima stella nota in quella direzione, sotto la quale non erano noti altri astri. Eridano contiene un centinaio di stelle visibili a occhio nudo, ma a parte Achernar, sono tutte s

otto la terza magnitudine. Anche presso gli egizi ritroviamo questa costellazione, che però rappresenta, com'è logico, non il Po ma il Nilo.

Eridanus constellation map


Stelle principali della costellazione dell'Eridano.

[…]

δ Eridani, chiamata Rana, dista 27 anni-luce ed ha magnitudine 3,72 e colore rossiccio. Si trova a nord-ovest di Zaurak. Delta Eridani (δ Eri, anche nota col nome di Rana) si trova a circa 29 anni luce di distanza dal Sistema solare ed è una stella della sequenza principale di classe spettrale K0-IV.

ε Eridani, di poco a ovest di Rana, ha magnitudine 3,73 ed è tra le più vicine stelle visibili a occhio nudo: si trova a 10,8 anni-luce. La sua luminosità è un terzo di quella solare, la massa 0,9 e il diametro 3/4 di quello della nostra stella. Peter van de Kamp nel 1973 ha annunciato che nei suoi pressi orbita un compagno oscuro la cui massa è appena il 5 per cento di quella solare.

 

 


 

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