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29 ottobre 2014 3 29 /10 /ottobre /2014 16:18

Occuparsi di Georgafia Sacra significa anche amare i luoghi e le persone che li abitaroro; specialmente... le persone "speciali". Dino Campana fu una di queste (uno dei più grandi poeti italiani del Novecento. Il "poeta pazzo"...)

 

 

Cfr. http://www.youtube.com/watch?v=T556ndLGSCU

 

Nel 1917 i miei bisnonni Renzo e Irma ospitarono il poeta Dino Campana, sofferente per la "love story" tragica che stava vivendo in quei mesi con Sibilla Aleramo, praticamente la donna più famosa e corteggiata d'Italia.

dino-campana-e-sibilla-aleramo

 

 

Si confidò con mia bisnonna: questa la lettera che le scrisse:

 

17 • 9 • 1917

Gentile Signora,

le scrivo sperando che non abbia perduta la memoria di me come non l’ho perduta di loro. […]

Come vi penso spesso!

 

Gentile signora pensi queste povere parole e mi creda suo devotissimo

Dino Campana

Marradi (Firenze)

 

Nella prossima parte le foto di Irma, Villa Irma e della lettera inedita originale...

 

Campana2

 

n.b. Si tratta del ritrovamento e della pubblicazione di una lettera inedita di Dino Campana – per chi non avesse colto bene… ;-)

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7 marzo 2012 3 07 /03 /marzo /2012 12:57

 

tabusso sacra

 

[gran parte delle immagini di questa pagina son quadri del compianto Francesco Tabusso, che ha abitato nel mio paese, Rubiana, qui sopra]

In memoria di Tabusso

 

 

Mi accorgo ora che è l'8 marzo, Festa della donna, e che sarà una giornata "magica" ancora più al femminile: proprio stanotte c'è Luna piena.

E mi ricordo che l'altro giorno Elena, a Peroldrado, Romani in Valle… mi chiedeva: "Ma non pubblichi più poesie sul Blog?"

Insomma, metto insieme tutte le cose… Et voilà: eccola qua! la mia Anima "al femminile" ;-) Alcune poesie 2011...

Buon Viaggio, e buona notte di Luna.

 

mont-sant-michel-luna-copia-1.jpg

[Questo è invece Mont Saint Michel…]

La linea sacra di San Michele: nuove scoperte…

 

 

Rinascere ancora

 

I.

Un’onda lieve

un soffio

e l’impressione di nascere

per la terza volta:

cadùchi e soli

talvolta ci risolleviamo.

 

II.

Con lacrime antiche

abbiamo pianto.

Ma non ora.

Non più:

sgorgano cristalli

di primavera.

 

 

tabusso.rosso.jpg

 

 

Una notte nel tempo

 

Lividi

tra le braccia della notte;

e quante canzoni

quanti livori

e quali limiti

inviolati e disattesi,

già dimenticati.

 

Ma siamo nati appena,

ed una notte sola

c’inghiotte;

sospesa.

 

Cantami ancora

che non resta molto,

e non manca tanto

all’aurora.

Amami ancora.

 

 

tabusso-rubiana

 

Lei accanto

 

Un’onda misteriosa

sottile violenta

m’inghiotte:

 

l’esile incanto

di profumo novello,

un solo fruscio

e via.

 

Inebriante richiamo

che mi hai avvolto:

giaci lontano

e senza tempo.

 

Effimero

Immortale

E senza ritorno.

 

 

 

donne_francesco_tabusso_tela.jpg

 


Mille libri

 

Di bellezze inusuali

testimone,

lontane

e fuori dal tempo.

 

Danzi e cammini

e il tuo cammino

di sentieri colorati

si fa giardino.

 

Di fascino antico

si confonde il cuore.

 

 

tabusso-francesco-1930-italy-nudo-2243527.jpg

 

 

Ciuffo di pelo

 

Scappavi lento

con un gran salto

via dal noce,

e poi di corsa,

Ciuffo di pelo,

lungo lo steccato.

 

Di cuore espanso

il mio richiamo

sentì

e lo scoiattolo,

impertinente,

tornò sul noce.

Verso me.

 

francesco-tabusso-animali.jpg

 


Nuvole di balena

 

Nuvole di balena

al crepuscolo

misterioso

vagabondare in gara,

immobili e senza vento.

 

Chi vincerà?

 

Nel cielo di mare

una giostra mentale

impassibile e irreale

rotolando ci assale.

Ed una pace

nuova

silente

ci tace.

 

donna-tabusso.jpg

 

 

musinà-da avigliana

 

Musinè

 

Sul crinale del monte

gli incontri di spirale,

croce e coppelle

che d’un ricordo antico

si fa il novello.

Si può restare

anche di pietra.

Ed un istinto

livido,

d’animale,

sorge in noi.

E come pianta

ruvida

cresce.

 

Nel sole che muore

abbandonati

nasciamo ancora.

 

 

 

fata-luna-grande

 

 

Un amore bonsai

 

Dolce amore bonsai

Fatina cara

Forse oggi c’incontriamo.

In un mantello di luna

Con una chiave piccolina

Tutta d’incanto

Il cuore sospeso

Ti tengo in una mano.

 

 


tabusso-maria-giulia-a-copia-1.jpg




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30 novembre 2011 3 30 /11 /novembre /2011 16:51

 

campana-sibilla.jpg

 

Amo profondamente, "follemente", il poeta Dino Campana.

Scrisse questa poesia superba, la perfetta poesia tragica d'amore. Inutile dire che un giorno incontrai una persona che me la fece conoscere.

Io le stavo dicendo, apparecchiando la tavola nella casetta chiamata ancora "Villa Irma" (a Rubiana) in cui vivevo: "Vedi, qui nel 1917 veniva in villeggiatura dai miei bisnonni un poeta del Novecento, un certo Dino Campana"…

Lei si alzò, non disse nulla, andò di là, rovistò nel trolley – era appena arrivata da lontano – e mi porse un CD: senza sapere nulla – ci conoscevamo appena – aveva sentito di dovermi regalare la registrazione di alcune poesie di Dino Campana interpretate da Carmelo Bene… link

Quello fu l'inizio di un breve viaggio – ripreso dopo quasi un secolo – chiamato amorelink

Questa la poesia di Dino Campana per Sibilla Aleramo (ancora oggi attuale più che mai…):

 

campana-aleramo_viaggio.jpg

 

In un momento

Sono sfiorite le rose

I petali caduti

Perché io non potevo dimenticare le rose

Le cercavamo insieme

Abbiamo trovato delle rose

Erano le sue rose erano le mie rose

Questo viaggio chiamavamo amore

Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose

Che brillavano un momento al sole del mattino

Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi

Le rose che non erano le nostre rose

Le mie rose le sue rose

 

PS. E così dimenticammo le rose.

 

Dino Campana

 

 

 

Campana2.jpg

 

Tornerò presto a parlare di lui, e pubblicherò la sua lettera (sempre del 1917), che ho trovato esattamente un anno fa nel "bauletto della posta" dei bisnonni, dopo quasi cento anni.

Un viaggio nel tempo.

 

dino-campana-e-sibilla-aleramo.jpg



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30 novembre 2011 3 30 /11 /novembre /2011 16:01

La cara Elena, che ieri mi ha mostrato le rovine di Rama/Ocelum dietro casa sua – vive, udite udite, a Caprie in Via Città di Rama!… – mi ha mandato questa bellissima poesia; colgo l'occasione per ringraziarla pubblicamente, e per estendere la ricerca di Poesie ispirate per la mia Rubrica "Canti delle foglie", che da oggi in poi presenterà anche una selezione di altri poeti oltre il sottoscritto – oltre naturalmente alle poesie della mia precedente incarnazione… s'intende ;-)

Iniziamo dunque con la poesia bellissima che mi ha dedicato Elena:

 

 

i poeti lavorano di notte

I poeti lavorano di notte

quando il tempo non urge su di loro,

quando tace il rumore della folla

e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio

come falchi notturni od usignoli

dal dolcissimo canto

e temono di offendere Iddio.

Ma i poeti, nel loro silenzio

fanno ben più rumore

di una dorata cupola di stelle.

  Alda Merini

 

 

 antonelli-notte

 

E naturalmente, a questo proposito, non posso che ricordare la bellissima canzone (cinica e poetica) di Francesco De Gregori (uno dei massimi poeti, specialmente nel suo periodo giovanile, del Novecento – questa poesia è invece già alquanto "matura", ma va bene lo stesso…)

 

Vanno a due a due i poeti,

verso chissà che luna,

amano molte cose, forse nessuna.

Alcuni sono ipocriti e gelosi come gatti,

scrivono versi apocrifi, faticosi e sciatti.

Sognano di vittorie e premi letterari,

pugnalano alle spalle gli amici più cari.

Quando ne trovano uno ubriaco in un fosso,

per salvargli la vita gli tirano addosso.

Però quando si impegnano lo fanno veramente,

convinti come sono di servire alla gente.

E firmano grandi appelli per la guerra e la fame.

Vecchi mosconi ipocriti, vecchie puttane.

 

Vanno a due a due i poeti

e poi ritornano quasi sempre,

come gli alberi di Natale quando arriva dicembre.

Si specchiano nelle vetrine dentro ai loro successi,

poveri poeti soliti, quasi sempre gli stessi.

Però l'avvenimento, il più sensazionale,

è quando in televisione li vedi arrivare.

Profetici e poetici, sportivi ed eleganti,

pubblicare loro stessi come fanno i cantanti.

 

Vanno a due a due i poeti,

traversano le nostre stagioni,

e passano poeti brutti e poeti buoni.

Ma quando fra tanti poeti

ne trovi uno vero,

è come partire lontano,

come viaggiare davvero. 

 

Francesco de Gregori

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=d6dNF0u0fjk


 

 

 

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24 novembre 2011 4 24 /11 /novembre /2011 23:33

Poesie bonsai

 antonelli-notte.jpg

autunno

Autunno

Cadono le foglie,

ora,

e anch’io

non ho più molto da dire.

Autunno (part II)

È l’autunno!

e lo senti arrivare

con la sua lenta

onda di giallo.

Sulle sponde del fiume

E non hai pietà

del cuore mio grosso così,

di tutti i sassi sperduti

nella mia tasca!

Apocalypse grapes

L’ultima uva grappola in me:

quanti acini

e quanti attimi

ancora avremo?

Fiume largo

Paperelle atterrano:

tracciano un lento

sentiero

effimero.

Fiume largo (part II)

Paperelle decollano:

tutte affannate

m’ancora incollate all’acqua.

Una piccola gioia nel cuore.


antonelli-sponde.jpgCromoterapia

Nella verdezza del prato

tutto concentrato.

Non c’è più nome

e non c’è più prato.

 

 

 

 

Notturno

La luna nei capelli

le foglie di vento

e il cuore mio perduto

nel tempo perduto.

 

 

 

Fontane

Senza ritegno zampillano

spaccano l’aria del meriggio

molle e noiosa.

Libertà acquosa!

Zucchero

Inutilmente inutilizzato

abbandonato sul fondo

amareggiato di caffè

anima candida mai compresa.

Marte in pesci

Era la lunga attesa

a confondere il cuore:

mille dolori

o un solo dolore?

 

 

Solitudiniantonelli.jpg

L’ombra fedele

lunghissima compagna

in un tramonto ancora

della mia sera.


 

 

Riflessi fluviali

Alberi d’acqua

immobili e capovolti

ed un amplesso

liquido arboreo.


 

 

Poesia bonsai

Anima dolce

e di fogliolina

appena nata, ti devo lasciare

piccola figlia mia.

 

Uomini di tela

In delicatezza

tessiamo

il tango immobile della vita.

Siamo fili di colore.

 

Riflessi fluviali (part II)

Anime d’aria e di fiume

con il terrore nei polsi

ardentemente sognavamo di tuffarci

in quello specchio infinito perderci.


lungo.po.ant.jpg

 

Oblio?

Dov’eri oggi

che non t’ho più pensata

amata mia dolce amata

bellissima, senza tempo, e dimenticata?


Oblio? (part II)

Eri bellissima, gioia bella,

elegantissima

ma con l’inverno laggiù

negli occhi tuoi neri di pozzo.

 

Oblio? (part III)

Stella mia lontana

cavallo matto

livide mani sperdute

difatti t’hanno perduta.

 

Cicli liquidi

Povera pioggia antica:

morire sempre

e poi tornare al cielo.

Piove, ora, e pioverà ancora.

 

Oblio? (part IV)

Con una calma definitiva

completamente abbandonata dormivi.

Ed una tenerezza infinita

m’assale.


 

antonell.jpgNaked tree

Alberi nudi e neri

sempre di più.

Dell’autunno inoltrato

forse il lato più indesiderato.

 

 

Panchina di novembre

Pianticelle immobili e stagionali

oramai alla frutta.

Il fiume dietro.

E anche noi, effimeri ed eterni.

 

 

 


Sole di novembre

Amico mio immobile, appollaiato

lunghe vie e caldi abbracci, radiosi,

portano a te.

Amaci ancora.

 

 

Oblio? (part V)

Senza ricordi

e senza più niente più

amore mio

che solamente sei tutto ed eri tu.

 

 

Lo Spirito

E lui discende

e mi entra dentro

e mi accarezza tutte le ossa

e poi mi dice: Non aver paura.

 

 

E il treno va…

Sigillato,

abbandonato in uno sguardo,

in un abbraccio senza parole…

Amami sempre.

 

antonellis.jpg

 

 

e infine… due sole poesie Bonsai per l'inverno: era un progetto squisitamente autunnale… finito l'autunno, terminò l'ispirazione… ;-)


 

inverno

Un nuovo amore?

Vedi amore, è come prima

in un abbraccio, ancora, presente…

Apri la porta del cuore, fa pure rima,

e là mi troverai sempre.

 

 

Oblio? (part VI)

Non è il sangue

dalle mie mani che scorre…

che non rimane niente, amore caro

non ci rimane più niente.

 

lungo.po.jpg

 

 

Rama: una leggendaria città megalitica (part I)

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15 novembre 2011 2 15 /11 /novembre /2011 13:32

-balcone-3.JPG

 

Parte seconda

D’amore

 

Manifesto

 

Leggere

piume

di vento

le poesie mie

sottili,

specchi colorati

in bolle di sapone,

fiocchi di neve

di luna.

 

 

 

 

Sole

 

Spesso

mi dicevi

che il sole

non si può

ferire:

muore.

 

(Al tramonto

ma per poche ore)

 

 

 

Eclissi di luna

 

Ecco,

in un attimo,

lentamente,

si chiude la luna.

 

Non è di luce,

non è chiara

l’intenzione.

 

Gelida notte

rimane

a tremare le foglie.

 

 

 

Bastoncino d’incenso

 

Crepita

il fiume d’incenso,

le onde ultime

sono volate via.

Esile,

la luce spezzata

precipita;

il tempo mortale

inghiotte

il suo ricordo

verticale.

 

 

 

Un viaggio bianco e infinito

 

Nuvole

le navi del cielo:

viaggiano immobili,

lontane

e senza terra.

Non dormono mai

e non arrivano mai.

Da sempre

e per sempre.

 

 

 

Spolverare il “reale”

 

Realtà velata

polverosa opaca:

un dito basta

a svelare

petali di luna.

 

 

 

 

Tempesta di neve

 

Nuvole di neve

nel vallone,

fiocchi agitati

e ghiacciati,

turbini tempestosi

confondono le direzioni

di caduta.

La via del vento

non fa distinzioni,

e non so più

chi sono

loro ed io.

 

 

 

11b_sarcofago.JPG

Anni

 

Non ho saputo gridare

una dolcezza infinita,

imprigionata dolcissima;

un pianto d’amore mozzato,

di traverso;

un vaso di cocci invisibili,

su per miracolo.

 

Dove sei

dove sei andata

e perché,

non ho saputo gridare.

 

 

 

Discesa verticale

 

Luna lontana…

dalla sua torre

canta le stelle

……..

……

……

…….

sepolta

nei rami

della notte.

 

 

 

Cinquanta

 

Con incedere elegante

che ‘l passo non perde,

sublime, controllato

naviga in equilibrio

tra le onde della vita

attento, misurato.

 

… Ma il cuore tutto

conserva l’ardire

di tuffi tempestosi

nei laghi dolcissimi

dell’amore.

 

 

 

Tra la veglia e il sonno

 

Dondolami

e dammi

le tue mani

d’ambra,

diamanti

duttili

d’incanto.

 

 

 

Sette stelle cadenti

 

La prima stella

ha rigato il cielo,

ma solo per un secondo.

 

La seconda

subito dopo,

che non ci credi.

 

La terza stella

tra i rami

di ciliegio.

 

La quarta stella

col cuore

già in fiamme.

 

La quinta stella

ti chiude gli occhi

e il respiro.

 

La sesta stella

ti fischiano

le orecchie.

 

Ma la settima stella

è la più bella:

il cuor trabocca

sei morto.

 

 

 

Oblio di sé

 

Fischiano le nevi

nella notte eburnea,

le mani tutte

rotte dal vento,

una tempesta

di stelle sul monte,

la luna esile

falciata via,

nascosta dal freddo.

//

Calda, famigliare

regna la pace nelle case,

le stufe accese

dal profumo di legno,

una teiera

         già fumante,

e la carezza

rassicurante

dell’oblio di sé.

 

Tu,

da che parte stai

del vetro?

 

 

 

Volare via

 

Dov’è l’amore

nelle tue parole?

Dove la luce

nei tuoi occhi di brace…

 

Crepitano,

danzando

i colori del mondo:

afferra la loro coda

e ridendo

scompari.

 

 

DSC00767.JPG

Sugli attenti

 

Brilla di luce

imperscrutabile

la notte,

neve e neve

ovunque…

 

Non è

di meraviglia

la strana fiamma

che mi affonda.

Scioglie

la neve d’intorno…

 

Stiamo ben dritti

quando la vita chiama!

gli occhi, pieni

d’acqua…

 

 

 

Primo nutrimento esserico

 

Pane mio

nel panno,

esploratore

immobile

di mondi:

prima sei lì

dopo sei me!

Chi nutriremo

ancor?

 

 

 

Grembiulino

 

Prendimi il cuore

se lo sai trovare:

vedi anche tu

che non so

più amare…

Ricominciamo

dalla scuola elementare:

tienimi per mano...

 

 

 

Fondo di caffè

 

Non ho colto

il volto

albino della neve,

il manto

improvviso del mattino.

Non ho saputo

cogliere

la luce lenta

che scioglie dai rami,

l’istante immobile

degli alberi scolpiti,

di vetro.

 

Seduto al fumo,

in un tavolino,

rivedo il volto

perduto

del mattino.

 

 

 

Abbracciati

 

Mia,

 maledettamente mia

tra le spire

del tempo!

gridiamo aggrappati

al nostro pezzo, breve,

di vita.

 

 

 

Con me

 

Sto con me

di corsa,

piano,

fino alla fine del giorno,

nelle notti d’avorio…

Stavo con me

già da bambino:

il primo amore,

l’amico migliore

sono,

colui che tradisce.

 

Sto con me

non ho nient’altro.

Stammi vicino.

 

DSC00754.JPG

 

Indovinello difficile bello

 

È un dado rotondo,

tutte le cifre rivela del mondo;

si mostra danzando,

immobile nascosto:

dove ti metti

sta al tuo posto.

Se lo cerchi

non lo trovi,

se non lo cerchi

non lo trovi…

Fuocherello,

scacco al cervello!

Se non lo trovi

beh, non fa niente:

risparmia la mente!

Ma se lo trovi

non dire niente:

senti solo come sente!

 

 

 

La nuova scienza

 

Triplici baci

inondano il cielo

di ghiaccio.

 

La nuova scienza

nuota nel cuore,

raccolta nel pozzo

senza parole.

Cristalli d’amore…

 

 

 

Mal d’Africa

 

Scosse le membra,

il cuore d’argilla,

torna il mal d’Africa

che m’inchioda.

 

La bocca deserta

pronuncia qui,

io resto qui.

 

 

 

Wonder Woman

 

Ancora

non m’hai lasciato

e mi manchi,

 

eri la donna

che non trovo più.

 

 

 

L’Uno

 

Il cerchio,

senza parole,

si chiude

e non si muove.

 

Con un gran rutto

avrà inghiottito tutto.

 

 

-faccia--sopra-balcone.JPG

L’eremita

 

Le mie armi

soltanto parole,

mai comprese,

i miei bagagli

un sacco vuoto,

bucato,

pieno d’amore.

 

 

 

Tramonto

 

L’incendio del cielo,

languide onde

di pesca:

la notte si placa,

rallenta,

lascia esultare

l’ultima esplosione di luce.

 

 

 

Ciclicità lunare

 

La luna

si specchia

nella sua luce:

al colmo del viaggio,

piena di stupore,

squarcia le ombre della notte,

e si ritira.

Sul suo sentiero,

tracce di nettare

per le tenebre.

 

 

 

Calma la superficie

 

Nei risvolti

della memoria

capita

di lasciare sepolto

il sapore

di un dolore

infinito.

 

 

 

La casa degli spiriti

 

Discende

lo spirito

verso terra:

vuole toccare;

 

ma s’arresta

di colpo

-testone-tempio-1-b.JPG

nel petto:

esplode d’amore.

 

 

 

Tempesta di neve

 

Spicchi di neve

specchiano il bosco d’incanto,

 

l’anima raccoglie

gioia cristallina:

 

per tutto l’anno

avremo nel cuore

un ricordo bambino.

 

 

 

Polycromic 70

 

Di spirito

e d’amore

colgo l’ultimo fiore,

 

e l’illusione

di terra crepata

muore.

 

Petali staccati,

perduti,

bruciati siamo,

 

ma d’identico colore.

 

 

 

Gli amori contrastati

 

Lo sgambetto di felicità:

 

«Ci incontriamo ancora?»

 

«Sì, ma per tornare indietro».

 

 

 

 

Infinita libertà malinconica

 

Siamo perle

gettate nel mare;

 

splendenti e sole,

infinitamente.

incis.JPG

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15 novembre 2011 2 15 /11 /novembre /2011 13:10

-balcone-6.JPG

link

 

Parte prima

Di spirito

 

Improvvisazioni

 

Vedo,

e sento

un’eco bianca

di luna arcaica,

che mi solleva

le palpebre

della notte.

 

 

 

mnrhrhJPG.JPG

 

 

E un’alba

 

E un’alba

piena

di speranza

germoglia

dal petto

della notte.

Siamo uno.

 

 

 

 

 

 

Sibilla

 

Nacque

femminile

una passione

nel seno,

memoria ancestrale…

Oh dignità

della donna

perduta,

dove alambicca

amore.

 

 

 

 

 

 

 

Il sole di Tai Chi

 

Non hai

braccia

per dipingere

e dipingi:

lunghi paesaggi

sai colorare.

Non hai

gambe

da danzare

e sai danzare,

all’alba.

Le nostre notti

fai rivoltare.

 

 

 

 

 

 

Libertà

 

Ci danno

gabbie

con la chiave,

ognuno

se ne può andare

ognuno

può rimanere.

fertilita.JPG

Pochi escono,

pochi lo sanno.

 

 

 

 

 

 

Lontanissimo

 

Ah,

non intendevo

farmi questo.

Puoi capirlo?

Siamo

la stessa cosa.

 

 

 

 Dalla terra al cielo

 

Piccoli fiori

minuscoli

stropicciano

occhi turchesi,

addormentati

dal lento inverno:

stiracchiano la schiena

piegata dal gelo.

 

Una lucertola

grida

dalla grondaia,

e vola via.

 

È la prima,

vera,

primavera

della mia vita,

la sento

con tutti i sensi

in festa.

 

Dal cuore

della terra

sta spuntando

la nuova vita,

vecchissima.

 

 

 

 

 

 

Part II

 

E fionda

il merlo

dietro il muretto:

anzi,

un merletto.

Sono i tuoi

primi tentativi:

vola libero

e infinito!

 

 

 

 

 

 

Le lacrime di fango

 

Lacrime

di fango

sollevano le palpebre

e sgorgano

tra le guance,

si affacciano

a un mondo

pieno di luce

lontano

dagli occhi chiusi.

 

Così,

noi stiamo male

(ciechi e terrosi)

ma poi staremo bene.

 

 

 

 

 

 

L’albero

 

È nato

l’albero dei cerchi:

raccoglie

frutti arrotolati,

gorghi,

vortici,

a rami esili

tutti aggrappati.

Filiformi.

 

Guarda,

è fatto così.

 

 

 

 

 

 

Le rondini

 

Fischi rondìnei

spaccano l’aria

e la colorano,

neri spicchi di luce

brevi,

velocissimi.

 

Gridano

“Qui, qui

vola fin qui!”

sin dal mattino.

“Lì, lì…

libero tutti!”

e ricominciano

il loro nascondino,

impossibile,

nel cielo.

 

 

 

 

 

 

Luna lanosa

 

Alone di luna

nuvolosa,

luce lenta

e lontana

di latte,

culla dolce

nelle onde

della notte.

 

 

 

 

 

 

Giugno

 

Fiori di castagno:

inebriano l’aria,

marcano il territorio,

per qualche giorno

imperatori gialli

e retti,

insospettabili,

eretti

sul loro trono

elevato arboreo.

 

E sacerdoti sottili

dal tocco lieve, lento,

segnano il confine

tra la terra e il cielo,

immobili e senza vento.

mnhrsa.JPG

 

 

 

 

 

 

Due boschetti antìpodi

 

Boschetto

mio erboso:

quali barriere

insondabili

ritrovi,

che i rovi

non varcano

il tuo segreto

radùreo?

 

Boschetto

nervoso,

satùrneo tenebroso:

respingendo

ti mantieni

bello,

selvatico,

di cuore

umido sassoso.

 

 

 

 

 

 

Cala Rossa

 

La gioia del mare:

mille stelle

di luce

stelline belle,

ombre nelle

ondine

misteriose

e geroglifiche,

geometrie liquide.

 

 

 

 

 

 

Orgasmo tramontéo

 

C’è una strada

che porta al sole,

cammina sul mare

e aspetta che il tramonto

dipinga il suo calore

nell’acqua;

e il fuoco

si fa liquido,

nel partorire la notte.

 

 

 

 

 

 

Riserva dello Zingaro

 

Goccioline di sole

galleggiano nell’acqua,

lampeggiano semafori;

custodi e zingari

tra regni

di mare e di cielo,

direttori d’orchestra,

ondeggiano al confine

sopra l’immensa

tavola marea.

 

 

 

 

 

 

Prospettive altre

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Mari di stelle

spruzzate al cielo

luci di lucciole

bianche e celesti

dietro la notte.

 

 

 

 

 

 

Raggi di sole

 

Sentieri di luce,

immobile verticale,

tra le nuvole

crepuscolari

incontrano la fonte,

dove l’acqua

sgorga di fuoco,

ed i segreti

illumina

e traduce.

 

 

 

 

 

 

Invocazione estiva indiana

 

 

Oh cielo,

illumina

terra spaccata

di pioggia,

pianto di gioia.

 

 

 

 

 

 

Yogurt

 

Scade il vasetto

del nostro momento,

amore mio.

Sia più libera

e serena

la danza tua

nel mondo

senza me.

 

 

 

 

 

 

Vacca luna

 

Ascoltare

con lento stupore

della luna pallido

il rumore,

ruminare sordo...

Macinando

le nostre notti

masticando,

per tutti noi

piena di luce

e di spettacolo,

rimani appesa

bella in mostra

nelle tue evoluzioni,

seppur nascosta

nelle intenzioni…

Amata sposa

luna misteriosa.

 

 

 

 

 

 

Indovinello facile e bello

 

Rami di vento

la stanno aspettando,

le foglie secche

gesticolando:

col suo mantello

nero di stelle,

sul suo cavallo

di luna e d’avorio

tutte le cose colora,

e nasconde.

È una signora

buia e misteriosa,

del giorno

la schiva sposa.

 

 

 

 

 

 

Brooklyn

 

Leggeri

come carte da cicles,

sempre pronti

all’accartocciamento,

nessuna paura,

nessun lamento.

Creiamo, presto!,

uno spessore spesso

di morbido talco,

di non attaccamento:

imprendibile,

purissimo,

e invisibile.

Dicono

che sia possibile…

 

Siamo dunque

ciclici, aerei,

e talchici!

 

 

 

 

 

 

Soglie

 

Strani tunnel

come bracciali

nella mente

dormiente.

Quale reale?

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Speranza

 

 

Ciuffi d’erba

tenera

tra la cenere

bruciata:

dita fresche

puntano al cielo.

 

 

 

 

 

 

Programmi del futuro

 

Viviamo

con sguardo verticale,

quattro gatti

rampicanti,

nobili e raminghi,

molti rami

di neve

da scrollare,

liberare dal fango,

cento frutti

colorati

da succhiare,

e mille ancora,

e ancora,

dai colori impossibili,

le forme imprendibili.

 

Ma forse “un domani”,

come si suol dire…

 

 

 

 

 

 

Poesia finale in E (o in D)

 

Raggi.

Cadono in verticale

non hanno paura di farsi male,

scendono in diagonale

sotto la spinta

del grande Amore

universale e solare,

distaccato neutrale,

senza morale.

 

E pentagramma

archetipale,

celeste musicare,

servitori d’astro regale,

“raggerebbero” in Re maggiore.

 

 

 

 

 

 

Giorno di pioggia

 

Soli noi

sul mondo

quando piove,

molto presenti,

luminosi

per meriti interiori.

 

Indipendenti

da fuori.

 

 

 

 

 

 

Genï

 

Schegge di genio

lampeggiano,

schizzano colori

e si sorprendono!

 

Quando ti accorgi

che sono nate

sono già morte:

ritornano

dal loro viaggio

infinito effimero.

 

 

 

 

 

 

Il passato presente

 

Quanta solitudine

racconta questa notte

di luna grande,

piena di passato,

di ritorni a casa

con la giacca

sporca di fumo,

le mani sgangherate

e con lo sguardo

davanti fisso,

sull’asfalto,

e gli zigomi…

accartocciati,

ah, quanti zigomi

abbandonati!

 

 

 

 

 

 

Bidimensionale (un amore lichene)

 

Quante macchie

colorate,

languidamente spalmate,

abbracciate

alla roccia:

amore sublime

e disumano,

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inesplicabile

lontano.

 

 

 

 

 

 

Ottobre

 

Cascate secche,

crepitare di foglie

sbriciolate,

voli di ricci

srotolati dai rami,

precipitanti,

non vedon l’ora

di schiantare:

castagne secche

liberate.

 

Il bosco intero,

arido di emozioni,

esulta umido

e in gran segreto.

 

 

 

 

 


 

Guerra santa

 

Libero,

grondo di gioia

assetato di vita.

 

Soffiate

son le nubi saracene,

via!, lontane.

 

Il nemico

è respinto;

ed il cielo

torna nero,

ghiacciato,

e sereno.



10_pleiadi.JPG

 

Rotolare.

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Published by druido di Ocelum - in Canti delle foglie
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