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1 dicembre 2011 4 01 /12 /dicembre /2011 23:12

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Rama: una leggendaria città megalitica (part I)

 

… e Platone

Ma è Platone stesso a parlarci di questo evento “apocalittico” raccontato poi da Ovidio – la caduta dal cocchio del Sole guidato da Fetonte nel fiume Po, l’Eridanus – nel suo famoso testo il Timeo (in cui si narrano “guarda caso” anche le misteriose vicende di un’altra mitica città-civiltà del passato, Atlantide… – dunque un altro possibile collegamento tra Rama e Atlantide scorgiamo tra le righe…).

Il filosofo greco era certamente entrato in contatto con i custodi “stranieri” della Tradizione antica (Egizi sicuramente, e forse Caldei, Ebrei, Persiani…) e attraverso le sue opere apparentemente “leggere”, “divulgative”, ci parla dei misteri più occulti di Essa


Plato-accc

 

Ma leggiamo le sue parole.

Il greco Solone ha incontrato alcuni sacerdoti egizi, e sta cercando di “stuzzicarli”, diciamo così, per vedere che cosa sanno realmente. Ma la stoltezza e ingenuità del giovane greco, e della sua “giovane tradizione greca”, viene subito individuata e sottolineata dai grandi Sapienti…

Allora uno dei sacerdoti assai vecchio disse: «Solone, Solone, voi Greci siete sempre bambini, e non esiste un Greco vecchio».

E Solone, dopo aver ascoltato, chiese: «Come? Che cos’è questa cosa che dici?».

«Siete tutti giovani» rispose il sacerdote «nelle anime: infatti in esse non avete alcuna antica opinione che provenga da una primitiva Tradizione e neppure alcun insegnamento che sia canuto per l’età. E questa è la ragione. Molte so

no e in molti modi sono avvenute e avverranno le perdite degli uomini, le più grandi per mezzo del fuoco e dell’acqua, per moltissime altre ragioni altre minori.

Quella storia che presso di voi si racconta, vale a dire che un giorno Fetonte, figlio del Sole, dopo aver aggiogato il carro del padre, poiché non era capace di guidarlo lungo la strada del padre, incendiò tutto quel che c’era sulla terra, e lui stesso fu ucciso colpito da un fulmine, viene raccontata sotto forma di mito, ma in realtà si tratta della deviazione dei corpi celesti che girano intorno alla terra e che determina in lunghi intervalli di tempo la distruzione, mediante una grande quantità di fuoco, di tutto ciò che è sulla terra».

Ma non appena presso di voi e presso altri popoli viene inventato l’uso della scrittura e di tutto ciò che serve per la città, ecco che di nuovo, nel solito spazio di anni, come una malattia giunge il terribile diluvio dal cielo, e di voi lascia coloro che sono inesperti di lettere e di arti, sicché diventate di nuovo dal principio come giovani, non sapendo nulla né di ciò che accadde qui, né di ciò che accadde presso di voi, e che avvenne in tempi antichi».

 

meteorite


Viene così ribadita ancora una volta – da parte di un greco antico! – la superiorità della casta sacerdotale egizia, che tutto conserva e trascrive «nei templi».

Come non percepire la nostra inadeguatezza, «giovanil leggerezza», per quanto riguarda la vera Conoscenza, la Tradizione, che è stata sempre anche conoscenza del lontanissimo passato, in un ordine di idee relative ai cicli cosmici che neppure riusciamo bene a concepire. Come non sentirci, dopo tali parole dirette e profonde, anche noi stessi alla stregua di «giovani ignoranti delle cose antiche», e in particolare degli sconvolgimenti che sconquassarono la Terra.

Le grandi civiltà del passato possedevano invece questa Conoscenza; i loro sacerdoti erano molto attenti alle vicende cosmiche sul lungo periodo, e si muovevano di conseguenza (si pensi all’attenzione quasi maniacale per il calcolo del tempo per esempio presso i Maya, o agli Yuga e ai Kalpa della tradizione Indiana…). E accanto alla tradizione scritta, ben catalogata e conservata in archivi segreti e ai più inaccessibili, presumibilmente sotterranei – posti per quel che possiamo immaginare nei luoghi del pianeta in cui seppero prevedere che ci sarebbe stato il minore impatto a seguito della successiva catastrofe – le caste sacerdotali dei popoli antichi conoscevano molto bene l’importanza della Tradizione orale, forse la sola in grado di salvarsi realmente, e di salvare concretamente la Tradizione, in caso di sconvolgimento epocale.

 

Sfinge

 

p.s. Segnalo, del mio amico fratello Marius, su Rama e gli antichi druidi valligiani…

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http://cittadirama.over-blog.com/

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