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15 novembre 2011 2 15 /11 /novembre /2011 13:10

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Parte prima

Di spirito

 

Improvvisazioni

 

Vedo,

e sento

un’eco bianca

di luna arcaica,

che mi solleva

le palpebre

della notte.

 

 

 

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E un’alba

 

E un’alba

piena

di speranza

germoglia

dal petto

della notte.

Siamo uno.

 

 

 

 

 

 

Sibilla

 

Nacque

femminile

una passione

nel seno,

memoria ancestrale…

Oh dignità

della donna

perduta,

dove alambicca

amore.

 

 

 

 

 

 

 

Il sole di Tai Chi

 

Non hai

braccia

per dipingere

e dipingi:

lunghi paesaggi

sai colorare.

Non hai

gambe

da danzare

e sai danzare,

all’alba.

Le nostre notti

fai rivoltare.

 

 

 

 

 

 

Libertà

 

Ci danno

gabbie

con la chiave,

ognuno

se ne può andare

ognuno

può rimanere.

fertilita.JPG

Pochi escono,

pochi lo sanno.

 

 

 

 

 

 

Lontanissimo

 

Ah,

non intendevo

farmi questo.

Puoi capirlo?

Siamo

la stessa cosa.

 

 

 

 Dalla terra al cielo

 

Piccoli fiori

minuscoli

stropicciano

occhi turchesi,

addormentati

dal lento inverno:

stiracchiano la schiena

piegata dal gelo.

 

Una lucertola

grida

dalla grondaia,

e vola via.

 

È la prima,

vera,

primavera

della mia vita,

la sento

con tutti i sensi

in festa.

 

Dal cuore

della terra

sta spuntando

la nuova vita,

vecchissima.

 

 

 

 

 

 

Part II

 

E fionda

il merlo

dietro il muretto:

anzi,

un merletto.

Sono i tuoi

primi tentativi:

vola libero

e infinito!

 

 

 

 

 

 

Le lacrime di fango

 

Lacrime

di fango

sollevano le palpebre

e sgorgano

tra le guance,

si affacciano

a un mondo

pieno di luce

lontano

dagli occhi chiusi.

 

Così,

noi stiamo male

(ciechi e terrosi)

ma poi staremo bene.

 

 

 

 

 

 

L’albero

 

È nato

l’albero dei cerchi:

raccoglie

frutti arrotolati,

gorghi,

vortici,

a rami esili

tutti aggrappati.

Filiformi.

 

Guarda,

è fatto così.

 

 

 

 

 

 

Le rondini

 

Fischi rondìnei

spaccano l’aria

e la colorano,

neri spicchi di luce

brevi,

velocissimi.

 

Gridano

“Qui, qui

vola fin qui!”

sin dal mattino.

“Lì, lì…

libero tutti!”

e ricominciano

il loro nascondino,

impossibile,

nel cielo.

 

 

 

 

 

 

Luna lanosa

 

Alone di luna

nuvolosa,

luce lenta

e lontana

di latte,

culla dolce

nelle onde

della notte.

 

 

 

 

 

 

Giugno

 

Fiori di castagno:

inebriano l’aria,

marcano il territorio,

per qualche giorno

imperatori gialli

e retti,

insospettabili,

eretti

sul loro trono

elevato arboreo.

 

E sacerdoti sottili

dal tocco lieve, lento,

segnano il confine

tra la terra e il cielo,

immobili e senza vento.

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Due boschetti antìpodi

 

Boschetto

mio erboso:

quali barriere

insondabili

ritrovi,

che i rovi

non varcano

il tuo segreto

radùreo?

 

Boschetto

nervoso,

satùrneo tenebroso:

respingendo

ti mantieni

bello,

selvatico,

di cuore

umido sassoso.

 

 

 

 

 

 

Cala Rossa

 

La gioia del mare:

mille stelle

di luce

stelline belle,

ombre nelle

ondine

misteriose

e geroglifiche,

geometrie liquide.

 

 

 

 

 

 

Orgasmo tramontéo

 

C’è una strada

che porta al sole,

cammina sul mare

e aspetta che il tramonto

dipinga il suo calore

nell’acqua;

e il fuoco

si fa liquido,

nel partorire la notte.

 

 

 

 

 

 

Riserva dello Zingaro

 

Goccioline di sole

galleggiano nell’acqua,

lampeggiano semafori;

custodi e zingari

tra regni

di mare e di cielo,

direttori d’orchestra,

ondeggiano al confine

sopra l’immensa

tavola marea.

 

 

 

 

 

 

Prospettive altre

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Mari di stelle

spruzzate al cielo

luci di lucciole

bianche e celesti

dietro la notte.

 

 

 

 

 

 

Raggi di sole

 

Sentieri di luce,

immobile verticale,

tra le nuvole

crepuscolari

incontrano la fonte,

dove l’acqua

sgorga di fuoco,

ed i segreti

illumina

e traduce.

 

 

 

 

 

 

Invocazione estiva indiana

 

 

Oh cielo,

illumina

terra spaccata

di pioggia,

pianto di gioia.

 

 

 

 

 

 

Yogurt

 

Scade il vasetto

del nostro momento,

amore mio.

Sia più libera

e serena

la danza tua

nel mondo

senza me.

 

 

 

 

 

 

Vacca luna

 

Ascoltare

con lento stupore

della luna pallido

il rumore,

ruminare sordo...

Macinando

le nostre notti

masticando,

per tutti noi

piena di luce

e di spettacolo,

rimani appesa

bella in mostra

nelle tue evoluzioni,

seppur nascosta

nelle intenzioni…

Amata sposa

luna misteriosa.

 

 

 

 

 

 

Indovinello facile e bello

 

Rami di vento

la stanno aspettando,

le foglie secche

gesticolando:

col suo mantello

nero di stelle,

sul suo cavallo

di luna e d’avorio

tutte le cose colora,

e nasconde.

È una signora

buia e misteriosa,

del giorno

la schiva sposa.

 

 

 

 

 

 

Brooklyn

 

Leggeri

come carte da cicles,

sempre pronti

all’accartocciamento,

nessuna paura,

nessun lamento.

Creiamo, presto!,

uno spessore spesso

di morbido talco,

di non attaccamento:

imprendibile,

purissimo,

e invisibile.

Dicono

che sia possibile…

 

Siamo dunque

ciclici, aerei,

e talchici!

 

 

 

 

 

 

Soglie

 

Strani tunnel

come bracciali

nella mente

dormiente.

Quale reale?

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Speranza

 

 

Ciuffi d’erba

tenera

tra la cenere

bruciata:

dita fresche

puntano al cielo.

 

 

 

 

 

 

Programmi del futuro

 

Viviamo

con sguardo verticale,

quattro gatti

rampicanti,

nobili e raminghi,

molti rami

di neve

da scrollare,

liberare dal fango,

cento frutti

colorati

da succhiare,

e mille ancora,

e ancora,

dai colori impossibili,

le forme imprendibili.

 

Ma forse “un domani”,

come si suol dire…

 

 

 

 

 

 

Poesia finale in E (o in D)

 

Raggi.

Cadono in verticale

non hanno paura di farsi male,

scendono in diagonale

sotto la spinta

del grande Amore

universale e solare,

distaccato neutrale,

senza morale.

 

E pentagramma

archetipale,

celeste musicare,

servitori d’astro regale,

“raggerebbero” in Re maggiore.

 

 

 

 

 

 

Giorno di pioggia

 

Soli noi

sul mondo

quando piove,

molto presenti,

luminosi

per meriti interiori.

 

Indipendenti

da fuori.

 

 

 

 

 

 

Genï

 

Schegge di genio

lampeggiano,

schizzano colori

e si sorprendono!

 

Quando ti accorgi

che sono nate

sono già morte:

ritornano

dal loro viaggio

infinito effimero.

 

 

 

 

 

 

Il passato presente

 

Quanta solitudine

racconta questa notte

di luna grande,

piena di passato,

di ritorni a casa

con la giacca

sporca di fumo,

le mani sgangherate

e con lo sguardo

davanti fisso,

sull’asfalto,

e gli zigomi…

accartocciati,

ah, quanti zigomi

abbandonati!

 

 

 

 

 

 

Bidimensionale (un amore lichene)

 

Quante macchie

colorate,

languidamente spalmate,

abbracciate

alla roccia:

amore sublime

e disumano,

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inesplicabile

lontano.

 

 

 

 

 

 

Ottobre

 

Cascate secche,

crepitare di foglie

sbriciolate,

voli di ricci

srotolati dai rami,

precipitanti,

non vedon l’ora

di schiantare:

castagne secche

liberate.

 

Il bosco intero,

arido di emozioni,

esulta umido

e in gran segreto.

 

 

 

 

 


 

Guerra santa

 

Libero,

grondo di gioia

assetato di vita.

 

Soffiate

son le nubi saracene,

via!, lontane.

 

Il nemico

è respinto;

ed il cielo

torna nero,

ghiacciato,

e sereno.



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Rotolare.

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Published by druido di Ocelum - in Canti delle foglie
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commenti

Elma 11/20/2011 22:54

Emozionante.....Bellissimo....

ocelum-rama 11/20/2011 23:38



grazie davvero Elma…



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