sulle tracce delle misteriose civiltà di Rama e di Ocelum in Val di Susa. Ritrovamenti e rivelazioni.
Parte prima
Di spirito
Improvvisazioni
Vedo,
e sento
un’eco bianca
di luna arcaica,
che mi solleva
le palpebre
della notte.
E un’alba
E un’alba
piena
di speranza
germoglia
dal petto
della notte.
Siamo uno.
Sibilla
Nacque
femminile
una passione
nel seno,
memoria ancestrale…
Oh dignità
della donna
perduta,
dove alambicca
amore.
Il sole di Tai Chi
Non hai
braccia
per dipingere
e dipingi:
lunghi paesaggi
sai colorare.
Non hai
gambe
da danzare
e sai danzare,
all’alba.
Le nostre notti
Libertà
Ci danno
gabbie
con la chiave,
ognuno
se ne può andare
ognuno
può rimanere.
Pochi escono,
pochi lo sanno.
Lontanissimo
Ah,
non intendevo
farmi questo.
Puoi capirlo?
Siamo
la stessa cosa.
Dalla terra al cielo
Piccoli fiori
minuscoli
stropicciano
occhi turchesi,
addormentati
dal lento inverno:
stiracchiano la schiena
piegata dal gelo.
Una lucertola
grida
dalla grondaia,
e vola via.
È la prima,
vera,
primavera
della mia vita,
la sento
con tutti i sensi
in festa.
Dal cuore
della terra
sta spuntando
la nuova vita,
vecchissima.
Part II
E fionda
il merlo
dietro il muretto:
anzi,
un merletto.
Sono i tuoi
primi tentativi:
vola libero
e infinito!
Le lacrime di fango
Lacrime
di fango
sollevano le palpebre
e sgorgano
tra le guance,
si affacciano
a un mondo
pieno di luce
lontano
dagli occhi chiusi.
Così,
noi stiamo male
(ciechi e terrosi)
ma poi staremo bene.
L’albero
È nato
l’albero dei cerchi:
raccoglie
frutti arrotolati,
gorghi,
vortici,
a rami esili
tutti aggrappati.
Filiformi.
Guarda,
è fatto così.
Le rondini
Fischi rondìnei
spaccano l’aria
e la colorano,
neri spicchi di luce
brevi,
velocissimi.
Gridano
“Qui, qui
vola fin qui!”
sin dal mattino.
“Lì, lì…
libero tutti!”
e ricominciano
il loro nascondino,
impossibile,
nel cielo.
Luna lanosa
Alone di luna
nuvolosa,
luce lenta
e lontana
di latte,
culla dolce
nelle onde
della notte.
Giugno
Fiori di castagno:
inebriano l’aria,
marcano il territorio,
per qualche giorno
imperatori gialli
e retti,
insospettabili,
eretti
sul loro trono
elevato arboreo.
E sacerdoti sottili
dal tocco lieve, lento,
segnano il confine
tra la terra e il cielo,
immobili e senza vento.
Due boschetti antìpodi
Boschetto
mio erboso:
quali barriere
insondabili
ritrovi,
che i rovi
non varcano
il tuo segreto
radùreo?
Boschetto
nervoso,
satùrneo tenebroso:
respingendo
ti mantieni
bello,
selvatico,
di cuore
umido sassoso.
Cala Rossa
La gioia del mare:
mille stelle
di luce
stelline belle,
ombre nelle
ondine
misteriose
e geroglifiche,
geometrie liquide.
Orgasmo tramontéo
C’è una strada
che porta al sole,
cammina sul mare
e aspetta che il tramonto
dipinga il suo calore
nell’acqua;
e il fuoco
si fa liquido,
nel partorire la notte.
Riserva dello Zingaro
Goccioline di sole
galleggiano nell’acqua,
lampeggiano semafori;
custodi e zingari
tra regni
di mare e di cielo,
direttori d’orchestra,
ondeggiano al confine
sopra l’immensa
tavola marea.
Prospettive altre
Mari di stelle
spruzzate al cielo
luci di lucciole
bianche e celesti
dietro la notte.
Raggi di sole
Sentieri di luce,
immobile verticale,
tra le nuvole
crepuscolari
incontrano la fonte,
dove l’acqua
sgorga di fuoco,
ed i segreti
illumina
e traduce.
Invocazione estiva indiana
Oh cielo,
illumina
terra spaccata
di pioggia,
pianto di gioia.
Yogurt
Scade il vasetto
del nostro momento,
amore mio.
Sia più libera
e serena
la danza tua
nel mondo
senza me.
Vacca luna
Ascoltare
con lento stupore
della luna pallido
il rumore,
ruminare sordo...
Macinando
le nostre notti
masticando,
per tutti noi
piena di luce
e di spettacolo,
rimani appesa
bella in mostra
nelle tue evoluzioni,
seppur nascosta
nelle intenzioni…
Amata sposa
luna misteriosa.
Indovinello facile e bello
Rami di vento
la stanno aspettando,
le foglie secche
gesticolando:
col suo mantello
nero di stelle,
sul suo cavallo
di luna e d’avorio
tutte le cose colora,
e nasconde.
È una signora
buia e misteriosa,
del giorno
la schiva sposa.
Brooklyn
Leggeri
come carte da cicles,
sempre pronti
all’accartocciamento,
nessuna paura,
nessun lamento.
Creiamo, presto!,
uno spessore spesso
di morbido talco,
di non attaccamento:
imprendibile,
purissimo,
e invisibile.
Dicono
che sia possibile…
Siamo dunque
ciclici, aerei,
e talchici!
Soglie
Strani tunnel
come bracciali
nella mente
dormiente.
Quale reale?
Speranza
Ciuffi d’erba
tenera
tra la cenere
bruciata:
dita fresche
puntano al cielo.
Programmi del futuro
Viviamo
con sguardo verticale,
quattro gatti
rampicanti,
nobili e raminghi,
molti rami
di neve
da scrollare,
liberare dal fango,
cento frutti
colorati
da succhiare,
e mille ancora,
e ancora,
dai colori impossibili,
le forme imprendibili.
Ma forse “un domani”,
come si suol dire…
Poesia finale in E (o in D)
Raggi.
Cadono in verticale
non hanno paura di farsi male,
scendono in diagonale
sotto la spinta
del grande Amore
universale e solare,
distaccato neutrale,
senza morale.
E pentagramma
archetipale,
celeste musicare,
servitori d’astro regale,
“raggerebbero” in Re maggiore.
Giorno di pioggia
Soli noi
sul mondo
quando piove,
molto presenti,
luminosi
per meriti interiori.
Indipendenti
da fuori.
Genï
Schegge di genio
lampeggiano,
schizzano colori
e si sorprendono!
Quando ti accorgi
che sono nate
sono già morte:
ritornano
dal loro viaggio
infinito effimero.
Il passato presente
Quanta solitudine
racconta questa notte
di luna grande,
piena di passato,
di ritorni a casa
con la giacca
sporca di fumo,
le mani sgangherate
e con lo sguardo
davanti fisso,
sull’asfalto,
e gli zigomi…
accartocciati,
ah, quanti zigomi
abbandonati!
Bidimensionale (un amore lichene)
Quante macchie
colorate,
languidamente spalmate,
abbracciate
alla roccia:
amore sublime
e disumano,
inesplicabile
lontano.
Ottobre
Cascate secche,
crepitare di foglie
sbriciolate,
voli di ricci
srotolati dai rami,
precipitanti,
non vedon l’ora
di schiantare:
castagne secche
liberate.
Il bosco intero,
arido di emozioni,
esulta umido
e in gran segreto.
Guerra santa
Libero,
grondo di gioia
assetato di vita.
Soffiate
son le nubi saracene,
via!, lontane.
Il nemico
è respinto;
ed il cielo
torna nero,
ghiacciato,
e sereno.