sulle tracce delle misteriose civiltà di Rama e di Ocelum in Val di Susa. Ritrovamenti e rivelazioni.
Non ci potevo credere… Quando mia zia, naturalmente rossa di capelli – che accompagnavo con mio zio e mio cugino, apprendista Indiana Jones, sui sentieri di Ocelum – vide quella pietra, il cuore e la mente ebbero un mancamento: «Ma quello è il simbolo dei druidi secondo René Guénon pubblicato in Simboli della scienza sacra, che ben conosco!!» pensai. «Dunque realmente… qui c'era una comunità iniziatica celtica… Incredibile!».
Ma poco per volta cominciai a creder sempre più a questa misteriosa pista "archeo-simbolica", che mi sta conducendo alle porte bianche dell'antica città gallica di Ocelum.
[Per chi non lo sapesse, il Guénon è considerato una massima autorità nel campo dell'esoterismo, del simbolismo, ecc.]
Ecco la pietra con l'antica incisione, a un centinaio di metri (a oriente) dalle mura superiori di "Ocelum alta".
Si noti anche il foro centrale – per tenere in posizione verticale un'asta, e dunque proiettarne l'ombra diversa nei diversi "spicchi" nei differenti momenti dell'Anno?
E si noti anche il piccolo foro a destra: qui secondo una nostra "plausibile supposizione" viene indicato il punto di proiezione dell'ombra allo Zenit del solstizio d'inverno.
Ed ecco le pagine del libro di Guénon, nel capitolo dedicato alla "triplice cinta druidica" .
Ed ecco due ingrandimenti delle pagine: