sulle tracce delle misteriose civiltà di Rama e di Ocelum in Val di Susa. Ritrovamenti e rivelazioni.
Certo un articolo che parla di Geografia sacra senza foto dei luoghi di cui si parla…
Vabbè dai, rimediamo: ieri sono andato in situ, e ho fotografato (e mi son perso in una giungla dove passano solo i cinchiali, piena di spine e arbusti, ma tant'è: il cinghiale è l'animale sacro ai Druidi, pertanto non posso lamentarmi...)
C'erano comunque muri antichi davvero interessanti, e dislivelli nel terreno che evidenziavano strutture sepolte da centinaia di anni:
Ma veniamo a noi. Scrivevo nell'erticolo precedente che nell'area atttorno alla Stele c'erano luoghi antichi di un certo interesse.
Sotto, a 100 metri, il luogo coppellato più famoso della zona (facciamo notare che son tutti luoghi panoramici che hanno in basso la Val di Susa e di fronte la Sacra di San Michele):
Dietro le coppelle, tre croci…
... e una coppella rettangolare (croci e rettangolo, un simbolismo trovato in altri siti poco distanti)
Dopo aver superato la giungla di cui sopra, son sbucato in una bellissima radura, coi colori bellissimi dell'autunno appena sbocciato:
Ma eccomi arrivare alla stele in cima al piccolo colle (altezza, oltre 900 metri). Davanti presenta la scritta CH, che abbiam visto potrebbe essere un'abbraviazione latina per "custos heredum" o "custos hortorum", detto in poche parole: una pietra "custode" dei luoghi (sacri) - e infatti tutto attorno troviamo i luoghi sacri ma anche "profani" (le mura di Ocelum) più importanti della zona. E nella montagna poco sopra ci son delle miniere a cielo aperto (purtroppo riaperte e "sventrate" negli anni '70 e '80) di granati, di grande valore. Granati, sì, bellissimi, che ho il sospetto avessero un grande valore "magico" ma anche "estetico" già in antichità.
Ma non solo: da quel punto panoramoci soprelevato siamo al centro dei luoghi montani più significativi della bassa Val di Susa: Sacra di San Michele e colle Braida a sud, Celle e Roccasella a ovest, Musinè a est.
Ecco la stele con l'incisione: molto netta ma anche già ampiamente "erosa dal tempo":
Dietro la stele, la scritta IV (che abbiamo ipotizzato rappresentare il IV secolo d.C. l'epoca dell'editto di costantino... che sul Musinè vide la croce fiammeggiante e da lì il motto "in hoc signo vinces... ecc.:
Infine la pietra con "piede del diavolo", dietro la stele a 10 metri nel boschetto (il diavolo avrebbe preso la rincorsa e lasciato l'impronta del piede facendo un balzo dall'altra parte della Valle, Sacra di San michele e/o il colle Braida, dove tr
oviamo lo stesso simbolismo di menhir, ruote incise su roccia e quant'altro. Facciamo notare solo un'altra curiosità: in cartine del '600 e '700 i toponimi di questo luogo suonano così: "brujere" "croce delle brujere"... ed è davvero strano, "brujere", stregoneria in spagnolo... E "guarda caso" secondo le leggende di streghe che si tramandano da secoli a Rubiana, son proprio queste le zone teatro dei balli delle masche...
Ma questa è un'altrra storia.
Buona Vita
Coram Andruid