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23 dicembre 2011 5 23 /12 /dicembre /2011 18:16

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Ebbene, come anticipavo nel precedente articolo Il Becco dell'Aquila son tornato al "becco dell'aquila" ieri, in occasione del Tramonto del Solstizio d'inverno... Una giornata fortunatamente di sole splendente e cielo terso (e clima inaspettatamente "mite", c'erano almeno 2-3 gradi!!)

Avevo un'idea fissa in mente. Mi chiedevo da giorni (da quando insomma poco più di un mese fa scoprii l'incisione nella roccia, un evidente "canaletto" con cui i nostri antichi – druidi? – segnavano i luoghi sacri):

• Non sarà per caso un allineamento solstiziale? Secondo me, potrebbe infilarsi qui l'ultimo raggio del sole al tramonto del Solstizio d'inverno…

 

Beh, inutile scrivere la risposta. Basta guardare le foto!!!...

 

 

[Sequenza di due foto – del sito da lontano – da "leggersi appaiate". La roccia con il "canalino solstiziale" è quella in alto a sinistra… (la macchia rossa è il mio inseparabile zainetto). Sulla destra, il Becco dell'aquila (faccio ancora una volta notare che si tratta di un masso reciso alla base: si tratta di una roccia "portata lì" ("naturalmente", dal ghiacciaio, direbbero i "materialisti-razionalisti"… Mah!…)]


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[Sequenza di tre foto ravvicinate 5 minuti prima del tramonto: la prima inquadra la roccia da davanti (il tramonto del sole è alle spalle del fotografo… cioè me stesso, che infatti proietto l'ombra…); la seconda da dietro; la terza da sopra…]


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[Primo piano del "canaletto" col sole che lentamenta va a entrare (da sinistra a destra, fino a scomparire dietro le montagne all'orizzonte – leggasi: Tramonto)…]


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Dopo che è sceso definititvamente il sole, ho fotografato gli evidenti segni di incisioni umane, che mostrano la chiara natura artificiale del sito. Fu dunque creato per indicare con "matematica, astronomica precisione" l'importante tramonto della giornata più corta dell'anno solare: il Solstizio d'inverno appunto]

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E per finire… una nuova domanda si pone: la canalina a dx, obliqua, che cosa indica? certamente non un tramonto – il sole non arriverà mai, più a sinistra, all'orizzonte, rispetto al precedente punto di cui abbiamo parlato: si tratta di una indicazione per qualche costellazione notturna in date particolari? L'amica Elena Una giornata particolare (part II) suppone la cintura di Orione… che infatti ieri notte era quasi verticale e "tramontava" proprio in quella parte di orizzonte a sud della Roccia dell'Aquila…

 

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Insomma, col Nuovo anno ci aspettiamo nuove sorprese…

dalle rocce antiche!

 

 

Chiudiamo pertanto con una citazione che trovo sublime, impareggiabile, semplice e profondissima, del grandissimo San Bernardo (che a detta di molti* fu segreto custode, in epoca alto-medievale, delle antiche conoscenze druidiche…)

 

«Credimi: troverai più insegnamenti in un bosco che in un libro; gli alberi e le rocce ti insegneranno ciò che non puoi apprendere da alcun maestro».

San Bernardo

 

 

Buon anno nuovo (iniziato ieri!!)!!

Andruid

 

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* Dal Pendolo di Foucault di Umberto Eco…
Non riuscivamo più a seguire il nostro interlocutore: "Ma che cosa c'entra Chartres nel suo percorso celtico e druidico?" 
"Ma da dove credono che venga l'idea della Vergine? Le primi vergini che appaiono in Europa sono le vergini nere dei celti. San Bernardo da giovane stava in ginocchio, nella chiesa di Saint Voirles, davanti a una vergine nera ed essa spremette dal seno tre gocce di latte che caddero sulle labbra del futuro fondatore dei Templari. Di lì i romanzi del Graal, per creare una copertura alle crociate, e le crociate per ritrovare il Graal. I benedettini sono gli eredi dei druidi, lo sanno tutti." 

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20 dicembre 2011 2 20 /12 /dicembre /2011 19:24

"Ero in esplorazione coi simpatici giovani esploratori dal Nord Est, che con l'amico e fratello Marius abbiamo condotto in visita perlustrativa a Ocelum alta, circa un mese fa…" scrivevo all'inizio della prima parte di questo articolo… [Cfr. Una giornata particolare… (part I) ]

 

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Quando ci siamo allontanati dalla "pietra Kikka", Il simbolo dei druidi di Ocelum in un libro di René Guénon nella parte alta del villaggio (uno dei ritrovamenti più sorprendenti – convincenti! – perché lo stesso simbolo viene associato dall'autorevole René Guénon all'elite dei Druidi...) dopo pochi metri abbiamo incontrato Elena, una persona che "guarda caso" passava lì col compagno, e che "guarda caso" vive a Caprie, tenetevi forte… in Via Città di Rama!!… Rama: una leggendaria città megalitica (part I) Insomma, è stato spontaneo e naturale conoscerci al volo, scambiarci i numeri, e darci un appuntamento a Caprie per la settimana successiva…

 

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Ed eccomi a Caprie con Elena, che mi guida prima al castello diroccatissimo, ma con ancora tracce dell'antico passato medievale (e probabilmente longobardo prima, e romano ancora prima!) nei cocci e nei resti di tegole antiche che ancora affiorano dal "cortile interno"…

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[A proposito di Carlo Magno e dei Longobardi – "l'unico evento degno di nota negli ultimi duemila anni valsusini…" – di cui parlavo nel precedente articolo Una chiave di lettura esoterica alla TAV si veda anche il link… link ]

 

Dopo il Castello Elena mi ha portato nei boschetti dietro casa sua. Subito, abbiamo trovato rovine di costruzioni semisepolte dalla vegetazione; ma soprattutto, finalmente, ho avuto la conferma della "teoria costruttiva" che mi avevano raccontato i "vecchi" del luogo. Mi ero sempre chiesto: ma come facevano a dividere perfettamente i giganteschi blocchi? a tagliarli in due come burro?

Mi dicevano alcuni "anziani" ben informati: fin dalla notte dei tempi, da queste parti si fa così: si praticano dei fori a forma di cuneo allineati in orizzontale nella roccia, si aspetta una notte particolarmente gelida – proprio come queste notti qua, in Valsusa!! – si impregnano d'acqua i cunei di legno, si conficcano nei buchi… et voila, al mattino la dilatazione naturale del poderoso ghiaccio fa il suo lavoro, e il blocco è spaccato in due!

Ecco finalmente la conferma (il blocco che vedete in foto, probabilmente, si spaccò male, non perfettamente, e fu lasciato dov'era… O forse, chissà, gli antichi scalpellini dovettero abbandonare quei luoghi in fretta e furia, lasciando incompiuta l'ultima fase dell'operazione di taglio della pietra.

 

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Poco lontano parte una lunga "mulattiera" (per il momento, chiamiamola così: ma si tratta probabilmente di una diramazione dell'antica Via delle Gallie – di cui parlerò nel prosieguo dell'articolo – di fattura romana, o addirittura celtica, che abbiamo scoperto poco distante…

Ecco dunque qualche foto della "parte bassa" dell'antica Via (le foto che pubblicherò proxime saranno mooolto più stupefacenti!!)…


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Tutt'attorno, mura e resti di antiche costruzioni, semi-sepolti (anzi, perlopiù) dalla vegetazione…

 

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E infine… eccoci al "pezzo forte" (forse) della giornata! Tornando verso il centro abitato di Caprie, nel "cortile delle suore" ecco maestosa ergersi la famosa "colonna di Rama": questa, una delle più sorprendenti e misteriose tracce della mano di Rama – secondo la tradizione locale (secondo me, questa colonna, sicuramente strana e anacronistica, è il risultato dell'impasto, della modellazione e della… creatività di mani "certamente non antiche" quanto Rama – che risalirebbe a diversi millenni fa. È forse di fattura romana – ciò che resta di qualche villa (so per certo che porprio sotto i condomini lì vicino, facendo gli scavi per le fondamenta, si è trovato… di tutto di più…! Erano certamente insediamenti romani, quelli!

O forse quella colonna, in epoca più recente, medievale, è stata eretta utilizzando un impasto variegato di cocci romani, malta e pietre del fiume Dora poco lontana…

Si tratta comunque di un'opera singolare e affascinante, che nella tradizione popolare viene ancora indicata come la "colonna di Rama" (ce ne sono due, ma la seconda era penso seppellita dall'edera, e non ho potuto documentarne l'esistenza). E "guarda caso" a un centinaio di metri inizia la via "città di Rama" da cui questo articolo ha preso inizio, e con cui si conclude.

Ecco però le suggestive foto…

A presto! (L'esplorazione continua, naturalmente!!…)

Ma soprattutto: Grazie, Elena!

 

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[to be continued…]

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16 dicembre 2011 5 16 /12 /dicembre /2011 01:56

 

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Oggi devo parlare di TAV, e del bellissimo movimento NO TAV che cerca di opporsi al Progetto inutile e dannoso.

Personalmente, non sono mai andato ai raduni. Ahimè. Ricordo che in occasione della prima grande manifestazione NO TAV mi ero appena trasferito a Roma. Il giorno stesso della mia dipartenza dalla Valle, mi ritrovai ormai "romano" a guardare il Telegiornale nazionale trovando così, come prima notizia, i disordini e i tumulti eccetera eccetera… «Che strana indicazione dello Spirito» pensai. «Appena me ne vado dalla Valle di Susa, dove non capita niente di significativo dalla battaglia delle Chiuse tra Longobardi e Carlo Magno… (cioè da oltre 1200 anni anni!!), succede di tutto di più!"

 

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A parte gli scherzi, capii allora che il mio contributo alla giusta causa NO TAV sarebbe stato "a mio modo", in disparte, in sordina, senza mostrarmi.

Decisi di studiare ancora più a fondo i Sentieri del Sacro della valle, i reali canali energetici che l'attraversano, e da cui è possibile irrorare di energia pura, cristallina, luoghi anche molto lontani da qui.

Fin dai tempi antichi, attraverso metodi "rabdomantici" e chissà cos'altro, i custodi del Sacro (i nostri amati Druidi, sicuramente) individuarono lungo la superficie terrestre le cosiddette "Linee sincroniche", canali o sentieri di energie Superiori su cui erigere templi, innalzare menhir, eccetera eccetera. Gli stessi sentieri del Sacro che stiamo riscoprendo oggi, dopo millenni. (Sui Druidi della Valle di Susa, si leggano sempre gli articoli del Blog del mio "fratello" Marius: link)

 

Inutile ricordare che, utilizzando proprio questi naturali conduttori di energie Sacre, presenti in Valle (uno su tutti, il più "famoso", quello che in teoria dovrebbe passare dalla Sacra di San Michele – ma che probabilmente oggi passa più a Nord, come ci siam detti con Fausto Carotenuto, che da lontano, indipendentemente, era giunto alle mie stesse conclusioni), si possono potenziare di Luce, Amore e Vita le preghiere e i "pensieri forma" formulati ed emessi dai Sentieri. Questo il nostro piccolo contributo alla causa NO TAV e al Benessere della Valle tutta.

 

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Due anni fa andai a Orvieto a un seminario di Fausto Carotenuto sui Templari. Che mi colpì molto, ispirò, confermò sulle mie posizioni. In poche parole, i Grandi iniziati dell'antichità (come per l'appunto i Templari) avevao care due cose sopra le altre: la famosa G, vale a dire la Geografia sacra e la Geometria sacra. In due parole, grazie alla Geografia sacra, sapevano DOVE edificare i luoghi sacri; con la Geometria, COME. (La famose cattedrali gotiche ne sono un esempio di ineguagliabile altezza;  ma anche in Valle, ne sono convinto – per esempio a Celle, tanto per cambiare – i Templari fecero tappa…)

 

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Scoprii in seguito che, proprio a proposito della chiave di lettura esoterica della TAV, Fausto aveva già pubblicato online un bellissimo, ispirato articolo, che vi invito a leggere: link

Eccone qui un "assaggio":

 

 

La Terra è un essere vivente e intelligente, che è fatto, come noi, di parti materiali e di parti più sottili, ma importantissime per la sua esistenza e per il sostegno che danno alla nostra vitalità ed alla nostra anima. Il nostro corpo è attraversato da una rete di invisibili centri vitali uniti da infiniti canali di energie.

 

  La crosta terrestre è costellata di importantissimi “chakra” e “nadi”. Gli spiriti più avanzati dell’umanità, gli “iniziati” di tutti i tempi hanno sempre avuto la conoscenza, e spesso la visione, di questa geografia sottile, ma fondamentale, della Terra. Grotte sacre, montagne sacre, foreste sacre, laghi e fiumi sacri… E poi vari tipi di energie: positive, negative, ambivalenti… Lungo i canali e sui centri vitali sono sorti dolmen, menhir, cerchi di pietre, piramidi, templi, cattedrali… Erano e sono luoghi speciali, che favoriscono il contatto tra gli uomini e le dimensioni superiori.

 

  Questa rete, in gran parte dimenticata negli ultimi secoli di materialismo, si sta ora riattivando, man mano che gli uomini risvegliandosi riscoprono le particolarità di certi luoghi.

 

 

[E sul "suo" movimento Coscienze in Rete in generale, in cui si parla spesso della nostra Valle, vi consiglio anche: link]

 

 

Infine, pubblico il link al bellissimo video che una persona mi ha mandato su Facebook, che in gran parte riassume ed amplia i concetti qui espressi. link

 

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Buon Cammino sui Sentieri del Sacro, lettore-pellegrino!

 

Andruid

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13 dicembre 2011 2 13 /12 /dicembre /2011 02:53

Ieri sono andato a trovare il mio amico e fratello (old lifes) Marius.

Lui fa un po' le cose che faccio io, ma dall'altro lato della Valle, proprio sotto la Sacra di San Michele.

E finalmente ho visto coi miei occhi l'impressionante, incredibile testa di druido scolpita nella roccia!!

Davvero affascinante e fuori dal Tempo.

Grazie Marius per questa che sembra essere davvero una scoperta unica e sconvolgente!

 

Ed ecco finalmente le mie foto… (super mosse e sfocate, naturalmente, essendo la mia mano "emozionata" e, soprattutto, l'ora già tarda e con pochissima luce...)

 

 

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(qui link  fortunatamente potete vedere la foto – assai migliore! – di Marius)

 

 

 

 

E infine, per la gioia degli appassionati di foto sfocate e di bassa qualità… altre immagini di Rama!! (antichi resti di muri-mura sulle pareti di roccia?)

 

 

[N.B.: sia la testa scolpita sia i "blocchi di mura", purtroppo, risultano assai distanti dal sentiero e soprattutto sono su ripide, scoscese pareti di roccia quasi irraggiungibili; quindi una verifica della presunta natura "artificiale" dei siti sarà difficile da fare, ahimè, in questo periodo (c'è da farsi male…)! La prossima primavera, con condizioni climatiche meno rischiose (leggasi: con le pietre "meno scivolose") cercheremo senz'altro di scalare questi pendii e di trovare la conferma, l'evidenza].

 

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10 dicembre 2011 6 10 /12 /dicembre /2011 14:43

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Correggendo l'ultimo libro esoterico in uscita per conto della casa editrice per cui lavoro come editor  – davvero stimolante, di Leo Zagami – mi sono imbattuto in questa citazione, che riporto: per la prima volta ho riflettuto seriamente, con la mente e col cuore, sul reale significato di una delle parole più abusate in quest'epoca di New Age: MEDITAZIONE (o MEDITARE):

 

«Il vero guerriero vive interamente nel momento. Ed eccolo ergersi mentre tra le mani stringe la spada dritta che uccide invulnerabilmente il Tempo e vince la Vita Eterna. Hic et nunc. Tutte le arti marziali assumono velocità e precisione nell’uso sia della sciabola che del tiro con l’arco, come la pietra di paragone del valore del guerriero. Tutto ciò denota la capacità di essere completamente presenti nel momento presente. […]

Chi vive nell’eterno presente non conosce il passato né la passività. La vigilanza centrale, proveniente dal cuore, consiste nel tenere conto di ciò che non sta accadendo, il fondamento immutabile dell’intera realtà. È meditazione, dal latino meditatio, cioè la capacità di stare nel mezzo, dentro il sé, dove ogni cosa è in quiete.

Chi ha quindi fermato il vagare dello spirito, attraverso la costante coscienza dell’Essere, può allora fare da trasportatore per coloro che lo avvicinano: centrato in se stesso egli partecipa, fin dalle radici, della vita di tutti gli esseri viventi, e può trasportarli attraverso il fiume del Tempo».

 

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Trovo queste parole assai profonde, stimolanti, sobrie ed essenziali.

Grazie, a questo pensatore francese per lo più sconosciuto in Italia. Grazie a Leo.

Grazie infine all'anima antica "francese", che ben sentiamo ancora pulsare (e ispirare e avvolgere ogni cosa) nelle nostre Valli alpine.

 

Andruid

 

 


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10 dicembre 2011 6 10 /12 /dicembre /2011 01:44

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Ero in esplorazione coi simpatici giovani esploratori dal Nord Est, che con l'amico e fratello Marius abbiamo condotto in visita perlustrativa a Ocelum alta, circa un mese fa…

Dovrei scrivere una pagina di diario apposta per raccontare di quella bellissima giornata, ma mi limito a dire che è stata bellissima, appunto, piena di giovane entusiasmo e voglia di conoscere. E rimando a questi link, per chi volesse approfondire (i ragazzi in questione, ben più "tecnologici" e intraprendenti di me, hanno prodotto materiale, steso una relazione, creato pagine Internet, fatto riproduzioni 3D del Tumulus scoperto… Insomma, mi limito a "linkare" come si suol dire… e ancora a ringraziarli, per l'attenzione sincera che hanno manifestato per i miei luoghi dell'anima, e l'impegno "cavalleresco" che si son presi a tutelare e rispettare il più possibile il mio desiderio di privacy relativamente all'esatta ubicazione… che dev'esser naturalmente rivelata ai pochi realmente interessati, dall'animo puro: dopo migliaia di anni di "protezione spirituale" questi luoghi non han certo bisogno di turismo, dissennati scavi archeologici, interesse consumistico e predatorio, tipici ahimé – anche nel campo della Storia e dell'Archeologia – della nostra Era decadente…).

Possano le croci antiche proteggere, tutelare e preservare la sacralità dei luoghi!

 

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Ma passiamo alla "seria goliardia" giovanile (passatemi l'ossimoro), al fresco entusiasmo giovanile che ha caratterizzato quella giornata!

Ecco qualche foto dei membri della spedizione "archeo-misterica" e i loro bellissimi link…

 

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E infine, last but not least, il mio amico e fratello druido, eccezionalmente… con la borsa "della spesa verde stellata" (abbi pazienza Mà, questa dovevo proprio metterla!! :-))  :-)

 

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Una giornata davvero divertente, serena e stimolante. Una banda di "neo templari" alla ricerca del Graal…


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[To be continued…]

 

 

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9 dicembre 2011 5 09 /12 /dicembre /2011 00:41

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Ecco un altro luogo davvero singolare, unico e di bellezza e fascino straordinari: dalle nostre parti viene chiamato "Becco dell'aquila" (nome tradotto dal dialetto, ovviamente).

 

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Si tratta di un riparo sotto roccia d'epoca sicuramente preistorica, che presenta in sommità una piattaforma o balcone con alcune incisioni antichissime; l'ingresso di un tunnel; un altro "terrazzo" in discesa sormontato dal "becco dell'aquila" appunto: un enorme masso appuntito, messo lì da mani sapienti (capaci di solevare però massi di svariate tonnellate!! come facevano? quella roccia, recisa come possiamo vedere qui sotto alla base, è chiaramente stata portata lì da qualcuno... - naturalmente, i soliti "razionalisti coi piedi per terra, sosterranno la tesi del ghiacciaio, che migliaia di anni fa, casualmente, s'è sciolto proprio lì, su quel balcone naturale, posando l'enorme masso in bilico sul precipizio... :-)

[Io, personalmente, credo che la spiegazione più semplice sia: gli antichi (druidi?) conoscevano tecniche che noi chiameremmo "magiche" per togliere i gravi e spostare enormi blocchi di pietra. Ma questa, naturalmente, sarà soltanto il mio ennesiamo "eccesso di fantasia"... ;-) Andruid ]

 

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... E sicuramente l'incisione, il "canaletto" scolpito nella roccia fu un allineamento Solstiziale – andremo tra pochi giorni a verificare sa effettivamente, come pensiamo, al Tramonto del solstizio d'Inverno l'ultimo raggio di sole s'infila lì...

 

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Nel frattempo, anime antiche che ci leggete... buon volo d'aquila dai luoghi sacri, di Ocelum, che mai, come in questi casi, sembra sorgere sugli antichi resti megalitici di Rama.

 

Rubiana Jones

 

 

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Ps: inutile dire che dal Becco dell'Aquila si "domina" la Valle e si scorgono i punti più importanti e magici della zona: il Musiné a est, i laghi di Avigiana a sud; la Sacra di San Michele proprio davanti, alla stessa altezza!!

Un posto bellissimo! Una terrazza privilegiata, tra la terra e il Cielo. Il luogo ideale per celebrare antichi Riti druidici...

 

Andruid

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8 dicembre 2011 4 08 /12 /dicembre /2011 23:00

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Ieri sfogliavo il numero di Novembre della stimolante e interessantissima rivista Fenix – su cui ho pubblicato negli ultimi due anni tre articoli, due con Mauro Biglino, sul fronte naturalmente Rama-Ocelum – e leggevo un articolo su strani tunnel sotterranei di età anche antichissima presenti nel sottosuolo austriaco.

A un certo punto stavo per cadere dal letto: una fotografia di menhir con foro doppio, che, stando agli autori dell'articolo, indicherebbe in quelle regioni la presenza di tunnel sotterranei nei paraggi (dove puntano i due fori, se non ho capito male). Ebbene: in una delle tre Ocelum che ho trovato, e precisamente in quella "bassa occidentale", son presenti le stesse tipologie, nonché strane nicchie nelle mura del villaggio: forse ostruite, chiuse, per evitare l'ingresso a una rete sotterranea di tunnel?

Ricordo che il buon don Renzo, parroco di Celle fino a qualche anno fa, nonché anima elevata e custode degli antichi segreti dei luoghi, mi parlava di tunnel sotterranei, addirittura che avrebbero collegato la chiesa di Celle alla Sacra di San Michele (sulla stretta connessione, reale, storica, tra le due costruzioni del X-XI secolo, parleremo diffusamente). 

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Ecco dunque prima le foto che ho fatto "direttamente" alle pagine della rivista Fenix stamattina; e poi le foto che sono andato appositamente a fare oggi pomeriggio a Ocelum bassa.

 

È stata una bellissima giornata di Sole, oggi, davvero singolare, con un clima mite e assolutamente inaspettato – dopo giorni di vento impetuoso, in Valle: stiamo per gettar luce su nuovi misteri sotterranei, sepolti da secoli, nel sottosuolo di Ocelum bassa?

 

 

Dalla rivista Fenix: tunnel sotterranei in Austria, indicati in superficie da "menhir con foro doppio".


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I "miei" menhir bucati e le strane nicchie nelle mura di Ocelum bassa: gli ingressi murati di antichi tunnel?


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L'esplorazione, naturalmente, è soltanto all'inizio – appena all'ingresso del Tempio del Tempo!

A presto!!

 

Rubiana Jones

 

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Altre foto di oggi…


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5 dicembre 2011 1 05 /12 /dicembre /2011 23:54

Questa è bella, però!

Il mio amico Marius me ne aveva parlato, forse, ma evidentemente non avevo colto la portata della notizia: un libro di fantascienza che parla di Rama, un asteroide che cade in Pianura padana!!

L'articolo che sto pubblicando qui "a puntate" su Rama (part I e II) parlava diffusamente di una cosa "stranamente" simile...

Mi "autocito" – cfr.  Rama: una leggendaria città megalitica (part I)   Rama: una leggendaria città megalitica (part II) –  quando riporto le citazioni da OvidioPlatone...

 

L’antico nome del fiume torinese è addirittura citato nelle Metamorfosi (libro II, vv. 1-332) di Ovidio, poeta latino vissuto attorno al 30 a.C.:


«Il cocchio del Sole andò a riscaldare l’Orsa Maggiore che cercò invano refrigerio nel mare, con il suo calore risvegliò il Drago prima inerte, fece fuggire sconvolto il Bifolco; e quando giunse presso la costellazione dello Scorpione, Fetonte ebbe paura delle sue chele e della sua coda velenosa, e lasciò cadere le redini. 
I cavalli si diressero allora verso il basso e la Terra venne riarsa: fu così che la Libia diventò un deserto, la pelle degli Etiopi si fece nera e molti mari si prosciugarono. Per porre termine a tali disastri, Zeus colpì Fetonte con la sua folgore, facendolo precipitare nell’Eridanus, dove morì».

 

 


E ancora tratto dal mio articolo (qui sul Blog) su Rama…

Ma è Platone stesso a parlarci di questo evento “apocalittico” raccontato poi da Ovidio – la caduta dal cocchio del Sole guidato da Fetonte nel fiume Po, l’Eridanus – nel suo famoso testo il Timeo (in cui si narrano “guarda caso” anche le misteriose vicende di un’altra mitica città-civiltà del passato, Atlantide…

 

«Allora uno dei sacerdoti assai vecchio disse: «Solone, Solone, voi Greci siete sempre bambini, e non esiste un Greco vecchio».

E Solone, dopo aver ascoltato, chiese: «Come? Che cos’è questa cosa che dici?».

«Siete tutti giovani» rispose il sacerdote «nelle anime: infatti in esse non avete alcuna antica opinione che provenga da una primitiva Tradizione e neppure alcun insegnamento che sia canuto per l’età. E questa è la ragione. Molte sono e in molti modi sono avvenute e avverranno le perdite degli uomini, le più grandi per mezzo del fuoco e dell’acqua, per moltissime altre ragioni altre minori.

Quella storia che presso di voi si racconta, vale a dire che un giorno Fetonte, figlio del Sole, dopo aver aggiogato il carro del padre, poiché non era capace di guidarlo lungo la strada del padre, incendiò tutto quel che c’era sulla terra, e lui stesso fu ucciso colpito da un fulmine, viene raccontata sotto forma di mito, ma in realtà si tratta della deviazione dei corpi celesti che girano intorno alla terra e che determina in lunghi intervalli di tempo la distruzione, mediante una grande quantità di fuoco, di tutto ciò che è sulla terra».

 


Ma veniamo "al bello" di oggi.
Innanzitutto, scopro dell'esistenza di questi romanzi di fantascienza:

Arthur_C_Clarke_Rama_II.jpg

incontro-rama_clarke.jpg
Ma soprattutto mi fa saltare giù dalla sedia leggere da Wikipedia: (cfr. link)
N.B. Arthur C. Clarke (cfr. link) non è proprio l'ultimo degli scrittori di fantascienza - anzi, direi è decisamente da collocare in prima fascia!! (basti pensare a 2001: Odissea nello Spazio tanto per citare una sua opera…)
Ma leggiamo la citazione da Wiki sorprendente (per la coincidenza asteroide - pianura padana - val di susa - Rama…):
Incontro con Rama (titolo originale Rendezvous with Rama) è un romanzo di fantascienza scritto da Arthur C. Clarke, pubblicato nel 1972.
[…]

Trama

In seguito alla caduta avvenuta l'11 settembre 2077 di un grosso meteorite sulla Pianura Padana, che causa un numero ingente di vittime e devastazioni, viene approvato il progetto Guardia Spaziale che ha il compito di catalogare e studiare l'orbita di ogniasteroide presente nel sistema solare affinché simili incidenti non possano più ripetersi. Nel 2130 i radar installati su Marte appartenenti alla Guardia Spaziale avvistano un grande oggetto, che viene inizialmente classificato come un asteroide; successivamente, col progressivo avvicinarsi dell'oggetto al Sole, si fa sempre più concreta la possibilità che possa trattarsi di una struttura artificiale di una cultura aliena.

La notizia suscita notevole scalpore e i governi della Terra decidono in tutta fretta di organizzare una missione col compito di raggiungere e studiare l'oggetto a cui, in onore alla religione induista, viene assegnato il nome Rama, dato che non sono più disponibili divinità del pantheon classico.

 

rama_and_the_squirrel_at_rameshwaram_hd72.jpg

 

Allora, cari lettori, ci potete credere?

Solo coincidenze?

Dopo tutto quello che stiamo scoprendo sulle origini del mito di Rama in Val di Susa… non direi.

(E a proposito di Rama – il nostro Rama! – associato alla religione induista, ne vedremo ancora delle belle…).

 

A presto!

 

Gordon Mc Cohen

 

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1 dicembre 2011 4 01 /12 /dicembre /2011 23:12

riassunto_2012-copia-1.jpg

Rama: una leggendaria città megalitica (part I)

 

… e Platone

Ma è Platone stesso a parlarci di questo evento “apocalittico” raccontato poi da Ovidio – la caduta dal cocchio del Sole guidato da Fetonte nel fiume Po, l’Eridanus – nel suo famoso testo il Timeo (in cui si narrano “guarda caso” anche le misteriose vicende di un’altra mitica città-civiltà del passato, Atlantide… – dunque un altro possibile collegamento tra Rama e Atlantide scorgiamo tra le righe…).

Il filosofo greco era certamente entrato in contatto con i custodi “stranieri” della Tradizione antica (Egizi sicuramente, e forse Caldei, Ebrei, Persiani…) e attraverso le sue opere apparentemente “leggere”, “divulgative”, ci parla dei misteri più occulti di Essa


Plato-accc

 

Ma leggiamo le sue parole.

Il greco Solone ha incontrato alcuni sacerdoti egizi, e sta cercando di “stuzzicarli”, diciamo così, per vedere che cosa sanno realmente. Ma la stoltezza e ingenuità del giovane greco, e della sua “giovane tradizione greca”, viene subito individuata e sottolineata dai grandi Sapienti…

Allora uno dei sacerdoti assai vecchio disse: «Solone, Solone, voi Greci siete sempre bambini, e non esiste un Greco vecchio».

E Solone, dopo aver ascoltato, chiese: «Come? Che cos’è questa cosa che dici?».

«Siete tutti giovani» rispose il sacerdote «nelle anime: infatti in esse non avete alcuna antica opinione che provenga da una primitiva Tradizione e neppure alcun insegnamento che sia canuto per l’età. E questa è la ragione. Molte so

no e in molti modi sono avvenute e avverranno le perdite degli uomini, le più grandi per mezzo del fuoco e dell’acqua, per moltissime altre ragioni altre minori.

Quella storia che presso di voi si racconta, vale a dire che un giorno Fetonte, figlio del Sole, dopo aver aggiogato il carro del padre, poiché non era capace di guidarlo lungo la strada del padre, incendiò tutto quel che c’era sulla terra, e lui stesso fu ucciso colpito da un fulmine, viene raccontata sotto forma di mito, ma in realtà si tratta della deviazione dei corpi celesti che girano intorno alla terra e che determina in lunghi intervalli di tempo la distruzione, mediante una grande quantità di fuoco, di tutto ciò che è sulla terra».

Ma non appena presso di voi e presso altri popoli viene inventato l’uso della scrittura e di tutto ciò che serve per la città, ecco che di nuovo, nel solito spazio di anni, come una malattia giunge il terribile diluvio dal cielo, e di voi lascia coloro che sono inesperti di lettere e di arti, sicché diventate di nuovo dal principio come giovani, non sapendo nulla né di ciò che accadde qui, né di ciò che accadde presso di voi, e che avvenne in tempi antichi».

 

meteorite


Viene così ribadita ancora una volta – da parte di un greco antico! – la superiorità della casta sacerdotale egizia, che tutto conserva e trascrive «nei templi».

Come non percepire la nostra inadeguatezza, «giovanil leggerezza», per quanto riguarda la vera Conoscenza, la Tradizione, che è stata sempre anche conoscenza del lontanissimo passato, in un ordine di idee relative ai cicli cosmici che neppure riusciamo bene a concepire. Come non sentirci, dopo tali parole dirette e profonde, anche noi stessi alla stregua di «giovani ignoranti delle cose antiche», e in particolare degli sconvolgimenti che sconquassarono la Terra.

Le grandi civiltà del passato possedevano invece questa Conoscenza; i loro sacerdoti erano molto attenti alle vicende cosmiche sul lungo periodo, e si muovevano di conseguenza (si pensi all’attenzione quasi maniacale per il calcolo del tempo per esempio presso i Maya, o agli Yuga e ai Kalpa della tradizione Indiana…). E accanto alla tradizione scritta, ben catalogata e conservata in archivi segreti e ai più inaccessibili, presumibilmente sotterranei – posti per quel che possiamo immaginare nei luoghi del pianeta in cui seppero prevedere che ci sarebbe stato il minore impatto a seguito della successiva catastrofe – le caste sacerdotali dei popoli antichi conoscevano molto bene l’importanza della Tradizione orale, forse la sola in grado di salvarsi realmente, e di salvare concretamente la Tradizione, in caso di sconvolgimento epocale.

 

Sfinge

 

p.s. Segnalo, del mio amico fratello Marius, su Rama e gli antichi druidi valligiani…

link

http://cittadirama.over-blog.com/

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