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24 gennaio 2012 2 24 /01 /gennaio /2012 14:16

Oggi pubblico un breve video con le immagini di quella che considero l'antica Via delle Gallie, nel tratto orientale, che parte da quella che chiamo "Ocelum Bassa orientale". Negli ultimi tempi mi sono occupato prevalentemente di questo insiediamento, ancora tutto da esplorare e scoprire (domenica sono andato a verificare, come avevo preannunciato, che cosa fosse lo strano rettangolo in verticale che scendeva dalle pendici del monte, scoperto grazie a Google earth  scoperte partendo da Google earth…

E infatti… ne ho viste delle belle davvero. Un'ulteriore scoperta fantastica!! (che purtroppo non ho documentato: Rubiana Jones non è impeccabile con le "tecnologie moderne", e si era semplicemente dimenticato, dopo le lunghissime riprese della scorsa settimana, di mettere in carica le batterie della fiammante nuova videocamera… Così domenica, dopo pochi minuti di riprese… voilà, macchina spenta! Dovrà tornare per filmare gli incredibili luoghi nuovi scoperti.

Per il momento, vi "solletica" il palato, anzi, la vista, con questo "album fotografico" sulla Via delle Gallie (filmato 15 gg fa). Purtroppo l'ora era tarda, stava venendo buio, e la qualità delle immagini non è delle migliori – per usare un eufemismo.

Faccio solamente notare che in tutto e per tutto questa strada probabilmente è la stessa imboccata un mese fa a pochi chilomentri di distanza (ma la percorrerò tutta appena avrò tempo!) [ne pubblicavo le foto qui:  Una giornata particolare (part III) 

E aggiungo: anche se sembra una normalissima strada sterrata di campagna, se guardate bene, nei tratti più in discesa, affiora l'antico ciottolato)

 

Rimetto alcune immagini per rendere l'idea di come sarebbe se non ci fosse la secolare sedimentazione, che l'ha resa quasi irriconoscibile; e poi metto il video.

 

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Ps: oggi Rubiana Jones è tornato di buon umore (ieri era davvero intrattabile, e ha scritto una Pagina di blog davvero polemica e fastidiosa); la febbre è passata, le nuove Vie della Conoscenza tornano ad attirarlo e a strizzargli un'occhio benevolo; e augura a tutti voi di trovare il Sentiero di vita personale, luminoso, amorevole (il Tao, la Via ;-); quello solo vostro, personalissimo, tutto per voi!!

A presto! :-)

 

Ah gggià, il VIDEO!!!! (immaginate la strada che vedrete senza terra ed erba: sotto è fatta così, secondo me, come nelle foto qui sopra!! - e nei tratti in discesa si intravede…)

 

 


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23 gennaio 2012 1 23 /01 /gennaio /2012 15:53

Nei video precedenti mi avvicinavo al sito (una grande roccia piatta, "fin troppo" levigata, con una specie di scalino scolpito a ovest, una "grotta" a ovest, sotto di essa).

Torniamo ora a est e scendiamo finalmente le scale – perché, alla base dell'antico altare celtico (ci sembra di aver visto, alla fine del primo video) c'era appunto una scaletta in pietra che scendeva sotto terra…

Si tratterà di una cripta, di una camera sepolcrale celtica? Non c'è dubbio che l'ingresso della stanza sotterranea, alla fine delle scalette, con l'architrave "inutile", solamente decorativo, in pietra, lascia pensare a motivi simbolici, "estetico-architettonici": dunque di una specie di antico Dolmen… (uno dei pochissimi ritrovati in Piemonte?).

 

Andiamo al video dunque!!

 


 

 

 

 

Inutile dire che non ho trovato niente, all'interno (ci son tornato anche ieri, in compagnia questa volta del mio fedele nipotino Ciccio Jones, con Mamma Jones che aspettava in superficie…). La tomba – se di tomba si trattava – essendo così aperta e accessibile, è stata sicuramente "visitate e ripulita" in passato, più volte. Va detto infatti (ora lo possiamo raccontare…, ma quando ho fatto la scoperta non ne sapevo niente, e provenivo dai pendii rocciosi a ovest, e non da est…, e per me è stata realmente una scoperta straordinaria!) che questo Dolmen è poco lontano da una pista panoramica in ghiaia. La cosa "inquietante" però è questa: tutt'attorno a quell'area, ieri, ho individuato altri tre-quattro Tumuli, mucchi arrotondati di pietre, assai singolari, e ho la convinzione che, senza rendersene conto, i simpatici "celti autoctoni contemporanei" che hanno edificato l'area "pic nic"… semplicemente non si sono accorti di nulla, limitandosi a evitare le antiche Tombe dei loro antenati mentre costruivano la nuova fiammante stradicciuola, ottima pista ciclabile!, e le panchine per ascoltare Tuttoilcalciominutoperminuto la domenica pomeriggio, i tavolini per gozzovigliare, la fontana (l'ex fonte sacrale) da prosciugare "predatoriamente", e "proditoriamente"… In poche parole, non si sono accorti che quello era un antico cimitero, o comunque un'area sacra, e avrebbero fatto bene – credo – a non profanarlo così impunemente.

 

Oggi come potete immaginare… Rubiana Jones ha la febbre e il mal di stomaco (per l'influenza? o per quello che ha visto?) e ha, come talvolta accade, un'energia "dal gusto vagamente acre" (chi lo conosce bene sa che è un vecchietto simpatico all'apparenza, ma con un pessimo carattere!!)

Ecco le sue ultime parole "millenariste"… ("Ogni tant, cum a sdìs, ai giru le bale anche a chièl!" - scriviamo in un piemontese improbabile che farebbe rivoltare nelle tombe poco lontane i nostri Vecchi…) :-)

 

… Pertanto immagino un futuro in cui i "fastidiosi" mucchi di pietre (che stranamente si trovavano lì, in quella zona della Bassa Val di Susa, impareggiabile per bellezza panoramica) rimarranno poco per volta dimenticati, invasi dai rovi e soprattutto dalle immondizie che i "neoprimitivi della domenica" gentilmente, progressivamente, ammucchieranno su quelle collinette buffe, pietrose, circolari… (che diverranno certamente, però, assai più colorate e buffe!).

Va peraltro ricordato (e qui mi attirerò forse le inimicizie degli amici NO TAV, che pur sostengono con forza, e passione vera, una giusta causa ecologista e una valorizzazione del patrimonio storico-culturale del territorio) che proprio una gigantesca scritta "NO TAV" appunto sorge a lambire gli antichi circoli. Vi assicuro che da lontano è una scritta bellissima e condivisibile – e hanno tutta la mia stima e il mio appoggio, cfr. Una chiave di lettura esoterica alla TAV – ma da vicino, vi posso garantire, sembra purtroppo, solamente, l'inizio del processo di "immondiziazione", passatemi il neologismo, di cui sopra…).

Sembra lo spunto adatto per una moderna rivisitazione di Marcovaldo – libro impareggiabile, ambientato, tra l'altro, a detta di molti, nella vicina Torino. E invece temo che siano "la follia e l'oblio" del Presente storico, in questo imbarbarimento del "popolo celtico" che farebbe drizzare i peli rossicci dei nostri Vecchi, gli Avi Valligiani, "quelli del Clan di Ocelum", per intenderci… – di cui, purtroppo, sembriamo ignorare anche la stessa esistenza nel Passato, ma che, vi assicuro, ci guarderebbero (e forse ci guardano!…) ancora oggi, con la mascella staccata, proprio da quelle "pietre circolari da immondizia".

 

 

O tempora o mores

 

 Rubiana Jones basito…

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21 gennaio 2012 6 21 /01 /gennaio /2012 14:36

Il buon vecchio Rubiana Jones non disdegna i mezzi moderni di ricerca che la tecnologia del XXI secolo gli mette a disposizione.

Ecco allora che Ocelum bassa occidentale l'ha scoperta partendo dalle immagini della "ghianda" (al centro, in basso), come le chiama lui (a proposito di ghiande: ne ha raccolte in gran quantità dalle "querce imperiali", come gli ha detto l'amico druido Marius, proprio lì accanto, quest'autunno, producendo poi un'inquietante farina – che non ha osato assaggiare però… ;-).

 

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... e domani andrà a vedere che cos'è il rettangolo stretto verticale a "Ocelum bassa orientale"… 

A lunedì per i risultati dell'indagine in situ.

 

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19 gennaio 2012 4 19 /01 /gennaio /2012 23:15

Alla fine del capitolo e video precedente Una scoperta straordinaria proprio mentre filmavo… (part I) abbiamo intravisto qualcosa (una scala sotterranea?), scendere sotto una grande roccia piatta, liscia, levigata, e con coppelle.

Ora facciamo il giro dell'antico altare celtico, e andiamo a vedere dall'altra parte, a ovest, che cosa c'è: avevamo visto una zona buia, scavata… forse una caverna?

 

 

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19 gennaio 2012 4 19 /01 /gennaio /2012 01:56

Cari lettori

è successa una cosa davvero sorprendente, bella e incredibile. Domenica pomeriggio, al tramonto, mi trovavo in zona "Ocelum bassa orientale". Ero convinto che da lì partisse la "Via delle Gallie" che avevo rintracciato più a occidente, alla stessa altezza (si veda  Una giornata particolare (part III)

Avevo portato con me la mia nuova "compagna di viaggio": una super videocamere full HD.

Ho filmato un bellissimo tramonto dietro la Sacra di san Michele (video che caricherò, per dare a tutti, anche quelli che non vivono in Valle, e soprattutto ai "cittadini", la possibilità di contemplare un tramonto dietro un luogo sacro, come "in diretta", cercando di sentirne "l'energia sottile", l'incanto.

La via delle Gallie, grazie al mio nuovo occhio elettronico (leggasi, super zoom della videocamera), era stata individuata dall'altra parte del piccolo vallone alla mia destra; stavo per incamminarmi, quando una poiana – che poi, guardando bene il video, si è rivelato essere un airone!.. – s'è levato in volo proprio da quella direzione: mi è venuto incontro ed è andato a nascondersi nel bosco a sinsitra, alle mie spalle, in direzione opposta. Senza batter ciglio, la mente spenta, l'ho seguito, e così mi son ritrovato in un boschetto – in cui, vi assicuro, come d'altra parte in tutta questa zona di "tor d'Ocèl", non ero mai stato prima! – che ha subito rivelato una sorpresa: uno stranissimo avvallamento, una specie di sentiero con muretti laterali al centro di due "tumulus" paralleli. Mi son messo subito a filmare... (mostrerò in seguito le imamgini: son convinto che si tratti di una tomba celtica…) Ma la cosa straordinaria doveva ancora avvenire.

 

Scopritela con me: vi assicuro che quello che vedrete, l'ho scoperto "in diretta" mentre filmavo. Non ero mai stato in quelle zone. Era il mio primo giorno con videocamera… E il Grande Spirito, e l'airone suo messaggero, mi hanno fatto un dono davvero sublime e incantato: una scoperta celtica straordinaria!!

Scopritela dunque con me, gurdando la prima parte del video...

E inauguriamo così la "Nuova Era 2012" dei video delle mie scoperte.

Buon viaggio

Rubiana Jones

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17 gennaio 2012 2 17 /01 /gennaio /2012 22:49

100_0729-copia-1.JPGAh...

Stiamo per prendere una Nuova strada…!

Stanno per arrivare i primi video che Rubiana Jones ha girato con la sua nuova super videocamera full HD!!

Ecco il trailer…

 

Rubiana Jones

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14 gennaio 2012 6 14 /01 /gennaio /2012 13:08

Eccoci finalmente alla terza puntata, in cui scopriremo forse dov'è realmente l'antica via delle Gallie in Val di Susa… 

Nei libri e articoli che ho consultato, grazie all'amica Elena (cfr. Una giornata particolare (part II) che – va detto – è andata in biblioteca a Caprie e gentilmente me li ha allungati (in particolare, l'ottimo Chiavrie: storia di un comune e di tre comunita, Caprie, Celle e Novaretto, Edizioni del Graffio, di Giorgio Jannon, che abbiamo poi conosciuto personalmente, e di cui ancora parleremo…) stupito e al settimo cielo ho scoperto che l'antica via romana delle Gallie, secondo gli storici locali, transitava per Torre del Colle e risaliva la Valle di susa, a mezza costa, tra Novaretto-Caprie in basso e Celle in alto (Torre del Colle che precedentemente sembra si chiamasse se non ricordo male Tor d'Ocel, toponimo che chiaramente rimanda alla nostra Ocelum [bassa] – che "guarda caso" è proprio lì dietro…). ;-)

Ebbene, proprio in queste zone avevo ritrovato testimonianze di un importante passato (mura, cocci di tegole romane in grandissima quantità, e quant'altro). Ma la cosa che mi ha messo veramente le ali ai piedi è stato ritrovare, con la buona Elena, la Via stessa: quella che ancora oggi – confusa, secondo il mio modesto parere, per una semplice mulattiera di montagna – è percorribile per diverse centinaia di metri. E accanto, strane strutture "a fungo", e colonne, forse testimonianza di un lontano passato: secondo me, quello che resta di antiche ville romane lungo la via.

Ecco dunque le foto, che parlano da sole credo.

 

Foto di quella che io chiamo "la Via delle Gallie" (ho vissuto a Roma tre anni, e girato il Lazio in lungo e in largo, e vi posso garantire che il "sapore", "l'atmosfera" che promana dalle antiche vie romane (ed etrusche) è assai simile a questa:

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Le strane strutture "fungiformi" e le colonne, testimonianza di un antico stile costruttivo ormai (quasi) perduto: secondo me, quello che resta di Ville romane del I-III secolo d.C., costruite sulla precedente Ocelum gallica, ormai romanizzata appunto.

 

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Queste "colonne", assai simili, sono invece completamente "inglobate" dalle abitazioni di epoca storica dei "nostri nonni" (ormai abbandonate da oltre 50 anni). In tutto e per tutto, sono simili alle "colonne di Rama", cfr.  Una giornata particolare (part II) poco lontane (circa 500 metri, a Valle).

 

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Ed ecco infine altre immagini della Via delle Gallie che trovo assai suggestive: è una lunga strada in piano, larga oltre due metri (dunque assai più di un semplice, stretto, sentierino acciottolato, "mulattirera", di montagna). Si trova a mezza costa sulla Val di susa, e da qui si gode indubbiamente di una vista e di un panorama bellissimi e "strategici". (N.B. Il tipo di pavimentazione, oggi semisepolta dalla vegetazione, è ancora un perfetto, antico ciottolato – che vediamo nel suo splendore nelle prime immagini di questo articolo, quando il tratto della Via, in discesa, non ha permesso la sedimentazione ("lavata via" dalle piogge alpine).

 

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31 dicembre 2011 6 31 /12 /dicembre /2011 02:19

Iniziamo l'anno con un omaggio a chi si occupa, come me e Marius link, di Rama.

 

Ecco allora un video che ho trovato su Internet: si tratta del filmato delle presunte "mura della città di Rama" ritrovate dai ricercatori e studiosi Barbadoro e Nattero, che da anni si occupano di tradizione celtica (hanno anche un gruppo musicale piuttosto importante qui a Torino, e si possono incontrare spesso alla "loro" Grotta di Merlino – ahimè, negozietto che si trova nella piazza più sinistra (a detta di molti), "negativa", "nera", di Torino: piazza Statuto.

È anche loro il bel libro Rama vive e vari articoli pubblicati su Internet:

link

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link

 

 

Ma soprattutto è interessante, a mio avviso, questo video delle mura di Rama… che vi invito a guardare. Ho trovato cose assai simili, ma devo ammettere:

• primo, che queste qua non le ho ancora trovate, né so con esattezza dove possano essere;

• secondo, che in effetti, lo spigolo-fessura squadrato, a L, lascia pensare che davvero di antichi blocchi incastonati si tratti, e non di un fenomeno naturale di erosione-divisione litica.

Complimenti dunque agli scopritori!

link

 

Il Viaggio continua!! Anche grazie all'aiuto di altri ricercatori!

Grazie!

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31 dicembre 2011 6 31 /12 /dicembre /2011 00:11

Eccoci ai "ringraziamenti druidici" di fine anno…

Con l'anno 2012 che inizia – e che per alcuni conclude la Nostra era… – son esattamente 20 anni che faccio ricerche alla Indiana Jones sul campo! (e da qui, naturalmente, lo pseudonimo Rubiana Jones: il mio vero nome è Andruid… ehm, no, Gordon Mc Cohen naturalmente!).

 

Innanzitutto – al di là delle fonti orali, che sembrano affondare le loro radici, nella Valle di Susa, nella notte dei tempi… – voglio citare il mio amico e "fratello" Marius: proprio grazie al "mito di Rama" e al comune interesse per il druidismo ci siamo incontrati, e subito riconosciuti. Marius ha un blog su Rama, appunto, con tutta una serie di approfondimenti, suggerimenti, stimoli di natura "druidica"… Ed è lui che mi ha aiutato ad aprire questo mio Blog: in una pagina di "Ringraziamenti ramiani-druidici di fine anno"… il primo posto spetta naturalmente a lui!!

Ecco il link al suo Blog bellissimo e superstimolante!!

link 

 

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Mi permetto di citare solo un passo, suo, che trovo suggestivo:

 

L'utilizzo degli altari per i Druidi Ramani era molto semplice ma allo stesso tempo molto importante, veniva inserito nelle coppelle del materiale oleoso infiammabile per poi essere acceso quando una delle costellazioni era proprio al di sopra della pietra, questo per creare una connessione con la stessa, una sorta di portale cosmico.

 

I Druidi Ramani erano convinti che in quel momento e in quel dato periodo il cosmo e la terra si unissero con un filo di luce, provate ad immaginare quanto il buio di quel periodo (senza i nostri cari lampioni) rendesse suggestivi i piccoli fuochi di connessione.

 

I fuochi molto probabilmente venivano accesi ad ogni solstizio e rimanevano tali finchè il sole non sorgeva, i canti e gli inni alla stelle rendevano i riti ancora più forti, i Druidi distribuivano, al sorgere del sole, le pietre che erano state benedette (caricate) con le energie del cosmo a tutti i clan in segno di pace e uguaglianza.

 

Qelle però erano anche le notti in cui si leggevano le stelle, le notti in cui il cosmo era così vicino da sussurrare le profezie come solo un soffio di stella avrebbe potuto fare.

 

 

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Nel corso degli anni, alcune persone mi hanno accompagnato in perlustrazione. Nei primissimi anni Novanta, giovane studente, cominciai ad occuparmi delle civiltà che sembravano aver abitato il mio paese, Rubiana, fin dall'antichità.

Tutto iniziò così, esattamente 20 anni fa: il sindaco di allora aveva tra le mani l'articolo in inglese di una qualche rivista scientifica, in cui si parlava di un villaggio neolitico "Caste type" in quel di Rubiana appunto. Mi chiese di tradurlo – allora il mio inglese non era una ciofeca come ora… – e se possibile di identificare il "villaggio", di trovarlo insomma, nelle montagne, nei boschi – come paese Rubiana son, siamo, quattro gatti, ma come comune è piuttosto esteso, comprendendo diverse montagne e montagnuole: la ricerca di fatto era tutt'altro che semplice. Alla fine trovammo il sito – e molto presto presenterò le immagini: si tratta di una vera stranezza, una trentina di circoli di pietre, muretti circolari, che han tutta l'aria di essere abitazioni di un villaggio "Castle type" (c'è pure il fossato, il sentierino con menhir che porta al torrente, è esposto a Sud, ha mura difensive…), se non fosse per le loro dimensioni ridotte (al massimo, un metro e mezzo-due metri di diametro, spesso meno). Tant'è che il mio grande amico Dando – insieme a Nino e a Claudia, sulle tracce del "Villaggio sperduto" – vista la piccolezza delle "capanne" disse tutto serio, con un'innocenza disarmante:

– Beh, certamente qui non c'era neanche lo spazio per sdraiarsi, ma evidentemente gli uomini preistorici, assai più vicini agli animali di noi moderni, come i cavalli… dormivano in piedi!! 

Testuali parole.

Tutto serio.

Noi ci guardammo perplessi. E solo oggi capisco la raffinatezza della sua sagace ironia beffarda. 

 

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Poi vennero gli anni con Piero. Raro esempio di persona riservata tutta d'un pezzo ma dal cuore di quarzo bianco, grande conoscitore della Valle, delle piante, delle rocce… Fu lui un giorno a insegnarmi a raccogliere "l'acqua di Betulla", come la chiamo io. Appena finisce l'inverno (che ahimè è appena iniziato, e andrà avanti per le lunghe quest'anno, iniziando molto in ritardo)… vado a raccoglierla!!

Grazie Pié!

 

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Poi arrivarono gli anni delle esplorazioni e degli articoli con Mauro (il Biglino, per chi non lo sapesse, è un grande studioso di civiltà, religioni e culture antiche, traduttore dall'ebraico, autore di libri davvero rivoluzionari…

[link ; link ; link solo per citarne alcuni…]

… ma soprattutto un vero amico con cui fare escursioni nei boschi parlando a ruota libera delle nostre curiosità "filosofiche" – ma un mio sogno sarebbe di pubblicare, qui nel Blog, le nostre divagazioni sui modi di dire in piemontese: una forma elevata (a suo modo!), anche antica, di saggezza popolare (spesso davvero comica e surreale!) che poco per volta, purtroppo, va a scomparire… :-)

 

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E poi c'è "Katia Croft", santa donna che mi ha sopportato per ben tre anni, intrepida compagna anche di perlustrazioni (se c'era un tunnel o grotta da esplorare, non ero certo io a infilarmi per primo!) e scopritrice del "famoso" menhir bucato! 

 

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Insomma, arriviamo ai giorni d'oggi.

(Ho senza dubbio omesso e dimenticato un sacco di compagni di "viaggio archeo-misterico" imprescindibili! me ne scuso, e provvederò al più preso a citarli e onorarli degnamente!)

L'ultimo ringraziamento a un "essere umano" lo faccio a Elena, incontrata "per caso" due mesi fa a "Ocelum alta"… (e vive a Caprie in Via città di Rama!!) e da allora compagna di escursioni – è tornata al Becco dell'Aquila col marito per fare altri rilevamenti col GPS…, alcune "canaline" non si sa verso che cosa puntino… fniora ho scoperto "solo" un allineamente solstiziale... ma chissà, ne scopriremo ancora delle belle!!

 

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E infine, last but not least, il mio fedele compagno di escursioni (vado quasi sempre da solo, ma se me lo porto dietro si fa piccolo piccolo nel bagagliaio, non emette un gemito, o un lamento, e mi seguirebbe anche sulla Luna – la scorsa estate mi ha seguito, ero con Nino, sul Civrari: ore e ore di salita estiva e senza acqua, vedevo che arrancava un po'… Insomma, alla fine s'è piantato, non si muoveva più. Un'odissea fu quella giornata, con Nino che fabbricava una portantina con fili d'erba secca, io che scardinavo una porta da una vecchia baita abbandonata per la barella, Tao che appena caricato si buttava giù suicidandosi e ringhiando… Insomma, alla fine ho convocavo mio padre e mio cognato col cell, son poi arrivati che era buio, abbiam caricato il povero Tao in una vecchia coperta, e giù per i sentieri, alla cieca, verso la macchina. A mezzanotte eravamo a casa. Non so come abbiamo fatto a non romperci l'osso del collo, quella notte.

Scusa Taolone se non ti diedi acqua abbastanza…

 

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E infine infine… BUON ANNO a tutti!!!

Nel 2012 spero di trovare – "per caso", non mi metto certo a scavare e a profanare la terra dei miei antenati, del mio Clan... – l'unico tassello che manca alle mie ricerche: un vero e proprio reperto archeologico celtico, la prova decisiva, finale, trovata in extremis poco prima della fine del mondo!!! ;-)

Rubiana Jones

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28 dicembre 2011 3 28 /12 /dicembre /2011 01:10

carta piemonte antico

Non sapevo che anche Wikipedia lo segnalasse con questa evidenza!!… ma in effetti è proprio così, secondo le mie ricerche: l'antica Ocelum di cui parla Cesare – nel Nord Italia, unica città gallica antica che non sia poi diventata città vera e propria di epoca storica (di fatto, un raro esempio di cittadina antica mai ritrovata!!) – è [ancora oggi!] poco lontana da Drubiaglio (in bassa Val di Susa, vicino Avigliana), verso occidente

Ma allora mi chiedo:

• PERCHE', se sanno da fonti storiche dov'era, non sanno veramente dov'è!?!

• Perché, di fatto, Ocelum è ancora oggi una "città-fantasma"?


[Si vedano anche i miei precedenti articoli…

Cesare e Ocelum

Cartina Ocelum

Ocelum in un'iscrizione romana del 330 d.C. circa

Ocelum in una carta dell'Ottocento

 

 

Copincollo allora direttamente da Wikipedia, mettendo in neretto il passo in questione…

(Si sta parlando della Val di Susa in generale…)


Epoca antica [modifica]

 
L'arco romano di Susa (9-8 a.C.)

I primi insediamenti stabili dell'uomo risalgono circa al quinto millennio a.C., ma le prime evidenti testimonianze risalgono ai secoli V e VI a.C., e risultano costituite perlopiù dacoppelle scavate nella roccia, incisioni e iscrizioni rupestri presenti in gran numero in tutta la vallata. Alcuni antropologi ipotizzano che in queste zone sia avvenuto l'incontro delle tribù celtiche transalpine con quelle celto liguri locali, altri invece sostengono che l'influenza della popolazione celtica sul territorio sia stata minimale.Al tempo della Roma repubblicana i valichi alpini della Valle iniziarono ad acquisire un'importanza strategica a carattere militare: si tramanda che l'esercito di Annibale sia transitato attraverso il Valico del Monginevro nel 218 a.C.In due occasioni, nel 61 e nel 58 a.C., fu la volta di Giulio Cesare in marcia verso le Gallie, grazie all'alleanza con il sovrano locale Donno. Dai Commentarii de bello Gallico (lib. I, cap. X) si evince che il confine tra la Gallia cisalpina e la Gallia transalpina fosse situato nella zona di Ocelum (ad ovest della Statio ad fines, odierna Drubiaglio).

 L'alleanza tra i romani e le popolazioni locali venne sancita probabilmente tra il 13 e il 12 a.C. con un accordo tra il re Cozio, figlio di Donno, e l'imperatore Augusto. In questo periodo venne eretto l'arco romano di Susa.Dopo tre secoli di relativa pace iniziò un nuovo periodo di guerre, dovute anche al progressivo indebolimento dell'apparato statale romano. nel 311 d.C. vi fu, da parte diCostantino, l'assedio di Susa alleata del rivale Massenzio. I rapporti con il potere centrale si fecero via via sempre più labili, mentre iniziavano le prime invasioni barbariche.

 

 

 

 

E allora leggiamo anche la versione latina del Libro 1, capitolo X del De Bello Gallico di Cesare, in cui si parla appunto di Ocelum!…

 

 

 

CAPITOLO 10

LATINO:

Caesari renuntiatur Helvetiis esse in animo per agrum Sequanorum et Haeduorum iter in Santonum fines facere, qui non longe a Tolosatium finibus absunt, quae civitas est in provincia. Id si fieret, intellegebat magno cum periculo provinciae futurum ut homines bellicosos, populi Romani inimicos, locis patentibus maximeque frumentariis finitimos haberet. Ob eas causas ei munitioni quam fecerat T. Labienum legatum praeficit; ipse in Italiam magnis itineribus contendit duasque ibi legiones conscribit et tres, quae circum Aquileiam hiemabant, ex hibernis educit et, qua proximum iter in ulteriorem Galliam per Alpes erat, cum his quinque legionibus ire contendit. Ibi Ceutrones et Graioceli et Caturiges locis superioribus occupatis itinere exercitum prohibere conantur. Compluribus his proeliis pulsis ab Ocelo, quod est oppidum citerioris provinciae extremum, in fines Vocontiorum ulterioris provinciae die septimo pervenit; inde in Allobrogum fines, ab Allobrogibus in Segusiavos exercitum ducit. Hi sunt extra provinciam trans Rhodanum primi.

 

ITALIANO:

A Cesare fu annunciato ancora che gli Elvezi avevano in animo di marciare attraverso i territori dei Sequani e degli Edui nel territorio dei Santoni, che non sono distandi dal territorio degli abitanti di Tolosa, che è una città nella Provenza. Se ciò fosse accaduto, (Cesare) capiva che sarebbe successo, con gran pericolo per la Provenza, che avrebbero avuto come confinanti uomini bellicosi, nemici del popolo Romano, in luoghi estesi e per soprattutto fertili. Per queste ragioni mise il luogotenente Tito Labieno a capo delle fortificazioni che aveva fatto; egli stesso scese in Italia a marce forzate, e lì arruolò due legioni e (ne) richiamò dai quartieri invernali tre, che svernavano vicino ad Aquileia, e si diresse verso la Gallia Ulteriore per la strada più vicina attraverso Alpi con queste cinque legioni. Qui i Ceutroni e i Graiceli e i Caturigi, che avevano occupavato le zone sovrastanti, tentavano di ostacolare l'avanzata dell'esercito. Dopo essere stati respinti in parecchie battaglie, il settimo giorno arriva nel territorio dei Vocontii nella Provenza Citeriore da Ocelo, che è il villaggio più lontano della Provenza Citeriore; quindi conduce l'esercito nel territorio degli Allobrogi, (e) dagli Allobrogi ai Segusiani. Questi sono i primi (popoli) fuori dalla Provincia oltre il Rodano.

 

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A presto dunque, con nuove ricerche parallele sul campo (anzi, nei boschi!) e sui documenti storici (e in questo caso, su Internet!)…

Rubiana Jones


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