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7 marzo 2012 3 07 /03 /marzo /2012 12:57

 

tabusso sacra

 

[gran parte delle immagini di questa pagina son quadri del compianto Francesco Tabusso, che ha abitato nel mio paese, Rubiana, qui sopra]

In memoria di Tabusso

 

 

Mi accorgo ora che è l'8 marzo, Festa della donna, e che sarà una giornata "magica" ancora più al femminile: proprio stanotte c'è Luna piena.

E mi ricordo che l'altro giorno Elena, a Peroldrado, Romani in Valle… mi chiedeva: "Ma non pubblichi più poesie sul Blog?"

Insomma, metto insieme tutte le cose… Et voilà: eccola qua! la mia Anima "al femminile" ;-) Alcune poesie 2011...

Buon Viaggio, e buona notte di Luna.

 

mont-sant-michel-luna-copia-1.jpg

[Questo è invece Mont Saint Michel…]

La linea sacra di San Michele: nuove scoperte…

 

 

Rinascere ancora

 

I.

Un’onda lieve

un soffio

e l’impressione di nascere

per la terza volta:

cadùchi e soli

talvolta ci risolleviamo.

 

II.

Con lacrime antiche

abbiamo pianto.

Ma non ora.

Non più:

sgorgano cristalli

di primavera.

 

 

tabusso.rosso.jpg

 

 

Una notte nel tempo

 

Lividi

tra le braccia della notte;

e quante canzoni

quanti livori

e quali limiti

inviolati e disattesi,

già dimenticati.

 

Ma siamo nati appena,

ed una notte sola

c’inghiotte;

sospesa.

 

Cantami ancora

che non resta molto,

e non manca tanto

all’aurora.

Amami ancora.

 

 

tabusso-rubiana

 

Lei accanto

 

Un’onda misteriosa

sottile violenta

m’inghiotte:

 

l’esile incanto

di profumo novello,

un solo fruscio

e via.

 

Inebriante richiamo

che mi hai avvolto:

giaci lontano

e senza tempo.

 

Effimero

Immortale

E senza ritorno.

 

 

 

donne_francesco_tabusso_tela.jpg

 


Mille libri

 

Di bellezze inusuali

testimone,

lontane

e fuori dal tempo.

 

Danzi e cammini

e il tuo cammino

di sentieri colorati

si fa giardino.

 

Di fascino antico

si confonde il cuore.

 

 

tabusso-francesco-1930-italy-nudo-2243527.jpg

 

 

Ciuffo di pelo

 

Scappavi lento

con un gran salto

via dal noce,

e poi di corsa,

Ciuffo di pelo,

lungo lo steccato.

 

Di cuore espanso

il mio richiamo

sentì

e lo scoiattolo,

impertinente,

tornò sul noce.

Verso me.

 

francesco-tabusso-animali.jpg

 


Nuvole di balena

 

Nuvole di balena

al crepuscolo

misterioso

vagabondare in gara,

immobili e senza vento.

 

Chi vincerà?

 

Nel cielo di mare

una giostra mentale

impassibile e irreale

rotolando ci assale.

Ed una pace

nuova

silente

ci tace.

 

donna-tabusso.jpg

 

 

musinà-da avigliana

 

Musinè

 

Sul crinale del monte

gli incontri di spirale,

croce e coppelle

che d’un ricordo antico

si fa il novello.

Si può restare

anche di pietra.

Ed un istinto

livido,

d’animale,

sorge in noi.

E come pianta

ruvida

cresce.

 

Nel sole che muore

abbandonati

nasciamo ancora.

 

 

 

fata-luna-grande

 

 

Un amore bonsai

 

Dolce amore bonsai

Fatina cara

Forse oggi c’incontriamo.

In un mantello di luna

Con una chiave piccolina

Tutta d’incanto

Il cuore sospeso

Ti tengo in una mano.

 

 


tabusso-maria-giulia-a-copia-1.jpg




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Published by ocelum-rama - in Canti delle foglie
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7 marzo 2012 3 07 /03 /marzo /2012 12:32

100 0383

 

L'altro giorno con gli amici Elena e Marius si esplorava la borgata Peroldrado, e, inutile dirlo, scoprivamo cose antiche – ci siamo fatti l'idea (in realtà, lo sappiamo per certo da fonti autorevoli che voglion rimanere giustamente anonime ;-) che tutta quell'area fosse, in epoca romana, diciamo nel I secolo d.C., interamente "colonizzata" da romani (grandi appezzamenti di terreno e qualche villa romana, sparsa qua e là) e ancor prima dai "miei avi" celti [nelle foto qui sotto, alcuni cocci in terracotta, antichissimi, rinvenuti in due tumulus lo scorso anno; nella foto in alto Peroldrado vista da oriente]


100_0397.JPG100_0387.JPG

 

 

Contemplando la Valle dall'alto, e riflettendo sul problema NO TAV, Marius mi diceva ridendo: "Sarebbe divertentissimo – e surreale aggiungevo io! – se improvvisamente, tra la folla NO TAV schierata davanti al muro di Polizia e militari, sbucasse una "testuggine romana": conosco molto bene il Gruppo, son migliaia di iscritti, che spendono anche 3000 euro per procurarsi tutta l'attrezzatura da Miles romano, impiegando la gran parte del tempo libero in esercitazioni, e allenandosi a combattere seguendo gli antichi metodi militari... Sarebbe davvero divertente!".

 

testuggine

No_tav5.jpg

 

 

Sì, sarebbe davvero divertente e surreale. E permetterebbe di alleggerire un po' i toni, che da entrambe le parti si stanno un po' troppo appesantendo e facendo seri, seondo me. Una giusta dose di ironia e autoironia, in quest'epoca di tensioni e incomprensioni, in Valle, non guasterebbe!

 

 

 

Immaginate se davanti alle forze dell'ordine sbucasse fuori questo schieramento!" :-)



 

Sarebbe anche, spiritualmente parlando – e questo è l'espetto che personalmente ritengo più interessante – o meglio, karmicamente parlando, un eccellente modo da parte dei colonizzatori, invasori romani (leggasi: Cesare, che transitando presso la "mia" Ocelum, come lui stesso scrive nel De bello gallico, fece piazza pulita di guerrieri galli) di riappacificarsi con le popolazioni "celtiche" locali (fin dall'inizio del movimento NO TAV, lo spirito valligiano s'è identificato coi due guerrieri galli "ribelli al Sistema" Asterix e Obelix!…)

Un'eccellente occasione di vera, genuina, Pax romana. Con una giusta dose di leggerezza e simpatia, sobrietà e delicatezza di tocco, ironia e distacco, imprescindibili virtù dell'Uomo nuovo!


no-tav 02obelix-asterix

asterix.jpg

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5 marzo 2012 1 05 /03 /marzo /2012 19:53

Introduzione

Stanotte (insonne) apro il sito di Repubblica e trovo una fotografia che mi tocca davvero tanto…

Schermata 2012-03-05 a 19.58.12

... e in me si è chiuso un anello durato un lustro.

Scrivevo in un precedente articolo Una chiave di lettura esoterica alla TAV del mio vivere la questione NO TAV da Valsusino trasferitosi a Roma, proprio negli anni – a partire dal 2006, se non ricordo male – in cui la protesta diventò più aspra, e mediatica.

Da lontano, vista al telegiornale, mi sembrava una cosa che avesse in seno il seme della violenza.

Ben altra testimonianza mi fecero invece i miei, e molti miei amici, che a quella grossa manifestazione, sopra Giaglione, in alta val di Susa, parteciparono commossi.

"Dovevi esserci" mi diceva mia madre. "Un'esperienza umana molto bella. Ci si scambiava i panini; poi, quando la polizia ha caricato in quella stradina, tutti ad arrampicarsi su per i muri, e a darsi una mano a salire".

Un'esperienza umana molto bella, dunque.

 

Mi ha colpito davvero tanto il fatto che i "miei" tifosi della Roma, durante l'importante Derby di ieri, abbiano esposto quello striscione di solidarietà con lo sventurato Luca, prima fulminato e dunque precipitato dal traliccio.

Davvero triste è stato leggere sui giornali e ascoltare commenti televisivi, il giorno dopo, del tipo"Beh, se l'è cercata". Oppure come addirittura titolava il Giornale…

Schermata-2012-03-05-a-20.05.28.png

Breve "polemica"

Beh, io mi dico: sicuramente questa persona non è stata molto "attenta", e "spinta dagli eventi" e dalla generale concitazione si è cacciata in un bel guaio. Ma come diavolo si permettono questi qui del Giornale di scrivere in prima pagina un titolo del genere!? Stan fuori!?

Dicono in molti che il movimento NO TAV sta prendendo una deriva violenta; che ci sono molti, troppi scalmanati all'interno; che prima o poi ci scappa il mosrto per davvero!

Ma benedetti giornalisti, se scrivete un articolo del genere siete voi che state manifestamente provocando, che inducete reazioni violente. Questo è chiaro.

E allora mi chiedo: qual è il vostro intento? il vostro fine?

L'amore per la Verità? per la corretta informazione?

Ma non fateci ridere.

State solo provocando.

Per non parlare della "pochezza umana", per usare un eufemismo, di queste persone, che deridono un ragazzo che in questi giorni ha lottato "tra la vita e la morte", come si dice – ma che fortunatamente, sento porprio adesso al tg3, s'è risvegliato e respira autonomamente!! Bene! "Daje Luca No Tav"!!

 

Cari giornalisti e sapientoni che sulla NO TAV spendete milioni di paroloni saggi e autorevoli, senza peraltro esser mai stati in Val di Susa. Sappiate che – a mio modesto parere, o meglio "sentire", s'intende!; un parere che conta ZERO e sarà senz'altro pieno di qualunquismo, populismo, superficialità e quant'altro – si stanno rivelando assai più sagge, sapienti e di buon senso le persone "comuni" che dal basso sono accomunate da un solo sentire: una grande insoddisfazione della classe politica. Sono stufi. E se i cosiddetti "politici" (che di interesse reale, impersonale, "disinteressato", per le sorti del benessere della Polis, in quest'epoca decadente, hanno ben poco – ed è sotto gli occhi di tutti) non si accorgono dello straordinario fenomeno in atto, dimostrano ancora una volta la loro arroganza e miopia.

 

Cari politici: sono asssai più "politici" i tifosi della Roma che manifestano la loro vicinanza, spontanea, istintiva, di Cuore, allo sventurato Luca; che non è un cretinetti, o un pirla qualsiasi; ma una persona che si è spinta – vista la deriva violenta che la faccenda sta prendendo – a compiere un gesto estremo e assai pericoloso, e infatti c'è rimasto quasi secco.

 

 

Cuore dell'articolo

Cambio "apparentemente" argomento.

Nel precedente articolo La linea sacra di San Michele: nuove scoperte… parlavo della linea sacra di San Michele.

Vi invito, nuovamente, a leggere l'articolo dell'amico Fausto (che abita a Orvieto, non in Valle!) su una chiave di lettura spirituale del movimento NO TAV (e scriveva di questi temi già nel lontano 2005!!). Alziamo dunque lo sguardo, e le vibrazioni.

smichele.jpg

link

Ebbene, l'energia Micheliana che scorre in Val di Susa (irradiata dal centro magico per eccellenza della Sacra, strettamente connessa alla "mia" Celle…) non sta certo a guardare, non "porge l'altra guancia". Michele come sappiamo impugna saldamente una spada, e con essa va a sconfiggere il demonio, il Drago (in questo caso, del "Falso progresso", potremmo dire con un bel po' di retorica). È l'archetipo del guerriero spirituale, o "di Luce", se vogliamo.

È connesso all'elemento Fuoco, al dinamismo, alla direzione del Sud, al Cuore.

E nella lontana Curva Sud, appunto, si è manifestato, gettando un ponte di Luce da ROMA, che amo – e che come ben sappiamo ha in AMOR (Roma al contrario) il nome sacro, segreto, "esoterico"  – alla Val di Susa, che tutti noi amiamo.

Che la Forza della Luce illumini tutte le coscienze coinvolte – non solo degli "scalmanati NO TAV", ma soprattutto dei simpatici giornalisti provocatori e dei molti "politici" che hanno capito ben poco del movimento (e del momento) in atto.

 

sacra-neve-2.jpg

 

 

Conclusioni

Chiudo come ho iniziato parlando apparentemente di calcio…

Quando vivevo a Roma andai all'Olimpico per la penultima, mi sembra, giornata di campionato. Allora il Toro – la mia vera squadra del cuore – navigava in pessime acque, rischiava seriamente di scendere in B (cosa che puntualmente fece l'anno successivo, e lì ancora versa... ma per poco speriamo!). Lo stadio era abbastanza pieno, nonostante la Roma non avesse più nulla da chiedere al campionato. La cosa che mi impressionò, e mi fece venire la pelle d'oca, fu l'improvviso erompere, dagli altoparlanti a tutto volume dello stadio, e dal pubblico tutto a gran voce, dell'inno della Roma, di Antonello Venditti (un altro romano doc dal core grande).

Le squadre si erano appena disposte in campo, la palla al centro…

Fu un'emozione inaspettata: improvvisa, grandiosa, e bellissima. 

 

(Per la cronaca, grazie al Buon cuore romano la squadra di casa disputò la partita più "molle" del campionato; Totti non sembrava lui, sbagliava passaggi a tre metri!... Insomma, per farla breve ci fecero vincere, e salvare dal "baratro" – come si suol dire – della serie B (per quell'anno).

Grazie Roma!

 

link

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3 marzo 2012 6 03 /03 /marzo /2012 18:25

Che cosa collega questi luoghi? (in Cornovaglia, Bretagna, Val di Susa e Gargano?)

link

link

 

sant-michael-corway.jpgmont-sant-michel-luna.jpg

 

sacra_notte_neve.jpg

santuario_san_michele-1.jpg

 

Risposta:

San Michele.

 

Allora, ecco la scoperta! l'ha fatta mia zia, una RubianaJones doc, che vive ormai da anni nelle vere terre celtiche, a poca distanza da Sonehenge, nel Sud dell'Inghilterra. Consultando la mia ultima pagina del Blog, le si sono drizzate le "antenne della Geografia Sacra" e mi ha segnalato che c'è un "Monte San Michele" anche dalle sue parti, e precisamente in cornovaglia! Vado a vedere su Internet 

St Michael's Mount

... e mi sembra proprio che la Sacra linea possa continuare!!

Grazie Ivana!!

Ecco la mia immagine "artigianalmente" fabbricata al volo:

 

Schermata-2012-03-03-a-18.22.49.png

 

E mo'… a questo punto son "costretto" dagli eventi, dal "Tao", a mettere la parte finale dellarticolo che avevo scritto con Mauro…

[Cfr.  Esplorazioni a Ocelum col mio amico Mauro (part I) Esplorazioni a Ocelum col mio amico Mauro (part II) Esplorazioni a Ocelum col mio amico Mauro (part III)

Ecco che cosa scrivevamo (citando anche l'amico Fausto, con cui avevo fatto un corso sublime davvero sui Templari) a Orvieto.


E in conclusione… la “linea sacra di San Michele”

Nei secoli gli uomini dedicarono all’arcangelo Michele luoghi e percorsi distribuiti lungo una direttrice ideale che unisce San Michele nel Gargano con Mont Saint Michel in Normandia, passando proprio nel luogo incantato in cui sorge la Sacra di San Michele (si veda Carta 1).

santuari-michele.jpg


Ci limitiamo a riportare ancora una volta le parole di Fausto Carotenuto, che sintetizzano e trasmettono magnificamente l’importanza di tale direttrice europea:

Ma torniamo ora alla Val di Susa: cosa rappresenta questo luogo nella geografia sacra del mondo? Un punto fondamentale degli equilibri energetici europei. Un “chakra” importantissimo è situato all’imboccatura della Val di Susa, da cui si dipartono “nadi”, canali energetici che vanno a creare un asse importantissimo verso nord-ovest e verso sud-est. Quali sono i punti “noti” di questo asse? I tre meravigliosi santuari dedicati a San Michele. In un allineamento pressoché perfetto, la Sacra di San Michele – lo splendido edificio sacro medioevale all’imboccatura della Val di Susa – è al centro di una precisa direttrice che va dal santuario dedicato a Michele di Monte Sant’Angelo, sul Gargano, fino a quello sull’isola incantata di Mont Saint Michel, nel nordest della Francia. Luoghi sacri, luoghi di energie fortissime. Che gli antichi conoscevano e usavano e che gli uomini del “risveglio” torneranno ad usare. È proprio quella spiritualità che nella tradizione ebraico-cristiana si chiama Michele, che prima si è chiamata Mercurio, Hermes, Toth…, è lo spirito guida dell’operazione “risvegli”.

Non aggiungiamo altro.

Ricordiamo solamente ancora una volta, che l’altra “G” cara ai Templari (abbiamo già parlato della Geometria sacra, o “arte oggettiva” come forse la definirebbe il sig. Gurdjieff) era appunto la cosiddetta Geografia sacra: chi sapeva custodire e utilizzare tali Conoscenze, poteva veramente agire sul piano spirituale con cognizione di causa!

 

Possa l’Uomo nuovo riscoprire tali “G” sacre e – soprattutto! – utilizzarle per una causa disinteressata ed evolutiva, superiore e luminosa. Lo sguardo fisso all’orizzonte dello Spirito.

 

theodore_rousseau_004_le_mont_saint_michel.jpg

 

Insomma, la ricerca continua, e la linea Sacra uropea si arricchisce, ia alto (Cornovaglia) e in basso (Israele) Esplorazioni a Ocelum col mio amico Mauro (part III) di altri due punti nevralgici!!

p.s.
Colpo di scena finale...
Mentre cercavo immagini per la pagina... ecco la Scoperta finale (anzi, le scoperte che non ti aspetti!) : su internet davvero si trovano risposte impensate... Mi limito a mostrare l'immagine!!
La Riceva continua!
A presto!
Rubiana Jones
linea-san-michele-completa-.jpg
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18 febbraio 2012 6 18 /02 /febbraio /2012 15:49

sacra_dal-basso.jpg


Nella FOTO: la Sacra vista dal basso, e…

100_0642.JPG 

... l'altro versante della Valle – pressoché uguale…

si vedano gli articoli precedenti:

Esplorazioni a Ocelum col mio amico Mauro (part II)

Esplorazioni a Ocelum col mio amico Mauro (part I)

Altre leggende

Molto altro la Sacra può però riservare al pellegrino che vuole compiere questo viaggio; un viaggio che unisce due versanti di una valle, due luoghi in cui la leggenda e la storia si sono fuse per raccontare vicende e idee di uomini che hanno vissuto un loro particolare rapporto con il divino, siano essi celti, romani, longobardi o cristiani.

Un legame che attraversa la storia e il vuoto vertiginoso dello spazio definito dal monte Caprasio e dal Monte Pirchiriano che incombono sulle Chiuse di San Michele. Uno spazio vuoto, un precipizio di centinaia di metri, in cui secondo la tradizione popolare si gettò la bella Alda per sfuggire ai soldati di ventura; si sarebbe miracolosamente salvata, però, per soldi o per vanità, volle ripetere davanti a una folla di curiosi l’esperienza miracolosa. Ma questa volta si sfracellò malamente, non avendo più dalla sua parte la “mano divina” a salvarla.

Secondo altre leggende popolari che si sono prodotte e stratificate nei secoli nell’immaginario collettivo valligiano, la Sacra è stata teatro di sinistre e misteriosissime rievocazioni di battaglie medievali: alcuni testimoni, specie negli anni Ottanta, avrebbero nottetempo assistito alla processione e al clangore di spettrali cortei di anime medievali…

Ma questo monte panoramico fu anche un luogo d’osservazione privilegiato e da molti percepito come ottimale per assistere – o provare ad assistere – alle incredibili manifestazioni di luci misteriose (leggasi Ufo) che nel novembre del 1973 tutte le notti interessavano il cielo sopra l’altra montagna sacra della Valle, il Musiné, ben visibile da qui.  Il Musinè, monte sacro e magico (part I)

 

musine-sacra-copia-1.jpg

 

 

Infine, una curiosità: per ambientare il suo capolavoro Il nome della Rosa, Umberto Eco ha forse preso spunto proprio dalla Sacra di San Michele, zona che conosceva bene perché nell'infanzia e nell'adolescenza trascorreva periodi estivi nella zona, presso parenti. Chiudiamo con le sue parole:

Come ci inerpicavamo per il sentiero scosceso che si snodava intorno al monte, vidi l'Abbazia. Pareva davvero che la roccia si prolungasse verso il cielo, senza soluzione di tinte e di materia e diventasse a un certo punto mastio e torrione, opera di giganti che avessero gran familiarità con la terra e con il cielo.



 

Finivamo insieme l'articolo con alcune suggestioni di "Geografia Sacra". Riporto qui solamente un'immagine evocativa: avremo modo in altra sede di approfondire l'interessantissimo argomento!!
Linea-San-Michele-Arcangelo


A meno che non sia, naturalmente, un vero Templare possessore delle chiavi esatte di interpretazione e “apertura” dei simboli iniziatici disseminati qua e là nelle forme geometriche e artistiche di questo raro esempio di Tempio sacro (templare?) medievale…

 

 


 

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18 febbraio 2012 6 18 /02 /febbraio /2012 11:39

sacra-neve

 

Come promesso nel precedente articolo, Esplorazioni a Ocelum col mio amico Mauro (part I) pubblico ora alcuni brani di Mauro tratti dall'articolo pubblicato insieme su una nota rivista di archeologia misteriosa un paio d'anni fa. Il titolo era...

 

Il “ponte sacro” di San Michele

Due luoghi magici all’ingresso della Val di Susa

 

I due luoghi "magici" in questione sono Celle, di cui parlo spesso e diffusamente, Il Becco dell'Aquila Ocelum in una carta dell'Ottocento Cesare e Ocelum e la Sacra di San Michele. Ci eravamo divisi i compiti: Mauro dava qualche suggestione sulla Sacra, luogo assai "famoso" qui in Valle, ma non necessariamente conosciuto dal pubblico nazionale.

 

Il monte Pirchiriano e la Sacra di San Michele

La Sacra di san Michele è posta in uno dei luoghi indubbiamente più suggestivi dell’arco alpino, talmente potente dal punto di vista emozionale che, prima ancora che i monaci cristiani, aveva già colpito gli antichi abitanti della valle di Susa e delle pianure circostanti.

Alcuni storici ipotizzano che sul Monte Pirchiriano esistesse in epoca romana un presidio militare (castrum) che controllava la strada verso le Gallie, Una giornata particolare (part III) La Via delle Gallie: immagini video come parrebbero testimoniare i reperti di lapidi e frammenti romani rinvenuti in loco, ma prima ancora l’intero Monte Pirchiriano era abitato, o almeno frequentato, da popolazioni ben più antiche che hanno lasciato traccia di sé in vari reperti ora disseminati nel territorio circostante. Di notevole fascino è un centro cultuale costituito da una fila di 12 menhir disposti lungo l’asse est-ovest che paiono formare una chiara triangolazione con un menhir solitario posto a nord, rispetto ai primi, ad una distanza di una trentina di metri.

Il tutto si trova in una radura a tratti pianeggiante nella quale la presenza preziosa dell’acqua è ben visibile ancora oggi (un’improvvisa sorgente d’acqua “sacra” sgorga rigogliosa dalla montagna, a pochi metri dalla fila dei menhir): l’insieme non manca di suscitare un notevole fascino (non dimentichiamo inoltre che esattamente dall’altra parte della Valle troviamo lo stesso antico simbolismo megalitico e la presenza di Fonti sacre, come abbiamo visto).

 

100_0569.JPG


Ma l’intero territorio, la costruzione sacrense e la sua localizzazione sono portatori di simili sensazioni.

L’insediamento romano doveva avere una cappella castrense (fanum) ad uso delle truppe di fede cristiana. Come sempre si verificava in questi casi, la cappella veniva edificata fuori dal castrum che, nel caso della Sacra, doveva trovarsi sulla parte nord, quella che domina le Chiuse sottostanti e che attualmente ospita le rovine del Monastero Nuovo.

Successivamente anche i Longobardi installarono un presidio che fungesse da baluardo contro le invasioni dei Franchi e forse proprio ai Longobardi si deve la realizzazione del sacello a nord, il più antico tra quelli presenti nella cripta alla quale si accede dal pavimento della chiesa.

L’edificazione della Sacra

Com’è ovvio pensare, non è facile individuare con certezza il momento preciso in cui ebbe a sorgere la Sacra di San Michele: le fasi iniziali della sua nascita sono oscure, incerte, avvolte in un’alternanza di storia e racconti leggendari.

Lo storico più antico che ce ne parla fu un monaco benedettino, Guglielmo, vissuto proprio in quel cenobio e che, intorno alla fine del secolo XI, scrisse il Chronicon Coenobii Sancti Michaelis de Clusa. In questo scritto la data di fondazione della Sacra è indicata nel 966, ma lo stesso monaco, in un altro passo della sua opera, ci dice che la costruzione iniziò sotto il pontificato di Silvestro II (999-1003). Per quanto concerne la fondazione, alcuni studiosi sono orientati a identificare negli anni 999-1002 il periodo in cui si avviò la realizzazione di questa Abbazia, mentre per altri la data di nascita dovrebbe essere anticipata agli anni 983-987. In sostanza quindi l’origine vera e propria della costruzione risale al tempo in cui visse Giovanni Vincenzo tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo. […]

Allora superiamo il Sepolcro dei Monaci, la Porta di Ferro, il portale d’ingresso e ci incamminiamo lungo lo Scalone dei morti: una scala in pietra, ripida, che risale lungo le rocce che costituiscono la cima del monte e che sono state meravigliosamente inglobate nella struttura dalla quale però fanno capolino. Nel pavimento della chiesa, alla base di una delle colonne monumentali che la sorreggono, spunta in modo inatteso la cima del monte che la ospita! Una chiesa dunque che è stata costruita non “su” un monte, ma “attorno” alla sua cima rocciosa!

L’ascesa lungo lo scalone dei morti (chiamato così perché fino ad alcuni decenni fa conteneva ancora gli scheletri dei monaci sepolti lungo le sue pareti) costituisce una sorta di percorso iniziatico che porta dalle tenebre alla luce.

Questa è infatti l’impressione chiara che avverte colui che lo percorre: una salita liberatoria dal buio della materia alla luce dello spirito.

Nella sua parte alta, infatti (quella che dà accesso all’ultima rampa di scale), si trova il Portale dello Zodiaco, un vero concentrato di simbologia medievale.

porta-zodiaco.jpg

Dal basso dello scalone si presenta come un punto di luce abbagliante, una meta cui tendere, una promessa, un obiettivo atteso che, una volta raggiunto, dispiega tutta la sua meraviglia fatta di tecnica pregevole e di contenuti che destano meraviglia.

Nel suo insieme quest’opera è un esempio di arte romanica, realizzata da maestranze ben addestrate che lavorarono, tra il 1120 e il 1130, agli ordini del maestro Nicolao che vi ha realizzato personalmente alcuni degli elementi e vi ha lasciato la firma.

L’opera si inserisce nella simbologia del percorso ascensionale che, dall’oscurità del peccato, conduce alla illuminazione divina: dal buio dello Scalone dei morti si giunge alla luce dell’ultimo tratto che introduce al tempio vero e proprio. Un percorso dalla morte alla vita che vede rappresentati nei capitelli delle colonnine i peccati come la lussuria, la violenza e la menzogna… ma anche la vittoria sulla morte e la resurrezione.

La struttura è formata da due ordini di archi a tutto sesto realizzati in pietra ferrigna.

Sullo stipite destro, sul lato rivolto allo Scalone dei morti, si possono vedere i 12 segni dello Zodiaco (da cui il nome) chiusi in cerchi formati da rami intrecciati.

Tra i segni zodiacali osserviamo in particolare quelli dello scorpione e della bilancia che sono racchiusi nello stesso cerchio e il segno del Cancro: in quest’ultimo si può facilmente cogliere la raffigurazione di un vescovo con la testa rovesciata.

Forse questa immagine irriverente è un’ennesima testimonianza della conflittualità che ha spesso caratterizzato i rapporti tra la Sacra e la sede vescovile di Torino […]


sacra_di_san_michele_porta_zodiaco_7862.jpg

 

La faccia interna dello stipite contiene decorazioni floreali, animali e immagini ricche di quella simbologia che era propria della spiritualità medievale. Sullo stipite di sinistra, sul lato verso lo Scalone dei morti, sono rappresentate 16 costellazioni affiancate dai nomi. Alla loro sinistra si legge la scritta Hoc opus ortatur sepius ut aspiciatur, che significa «quest’opera esorta ad osservarla ripetutamente». Indubbiamente un invito.

Sulla faccia centrale si vedono altre decorazioni di vario genere realizzate veramente con grande perizia, senza alcun dubbio contenenti preziosissime informazioni simboliche comprensibili solamente da veri iniziati, possessori delle chiavi per “aprire” il mistero artistico-simbolico. A destra e a sinistra si leggono infatti due versi (uno dei quali mancante di una parte): Hoc opus intendat quisquis bonus expendat / Flores cum beluis comixtos cernitis, che significano «comprenda quest’opera chiunque, capace, ne misuri il valore, vedete fiori frammisti ad animali». Ecco dunque un altro messaggio ermetico e un invito rivolto a chi ha capacità di comprendere il significato di un’opera che va ben oltre. Un messaggio posto al vertice di una salita che dal buio porta alla luce.

Numerose sono le interpretazioni avanzate e volutamente non le riportiamo, perché ciò che conta in un viaggio come questo è il fatto che ciascun pellegrino interpreterà e vivrà questo invito a modo suo, aprendo il cuore e lasciandosi ispirare dalla magia del Momento.

 

[to be continued…]

Metto infine un video che ho trovato su You tube, con belle immagini della Sacra e la classica musica evocativa!

 


 

super P.S. Alla base del monte della Sacra, tra la Chiusa di San Michele, Sant'Ambrogio ecc., nelle foreste e nei pendii rocciosi del versante "Yin" della Valle, il mio amico druido Marius, che fa ricerche simili alle mie, ma appunto dall'altro lato della Valle (io da quella parte non mi avventuro! e infatti anche con Mauro, l'articolo sulla Sacra… l'aveva fatto lui ;-) ... Marius dicevo sta scoprendo e pubblicando queste cose interessantissime!!...

Ecco il suo Blog!

link

 

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11 febbraio 2012 6 11 /02 /febbraio /2012 14:34

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Il mio amico Mauro per certi versi ha interessi assai diversi dai miei – spesso ci diciamo simpaticamente che "filosoficamente siamo alle antilopi"! La sua visione delle cose è spesso assai più pragmatica, terra terra, della mia, caratterizzata invece da frequenti voli di fantasia. Eppure… sta cominciando a raccontare cose assai rivoluzionarie: la Bibbia parlerebbe di esseri extraterrestri!!

Mauro è infatti un grande studioso di religioni e culture antiche, traduttore della Bibbia dall'ebraico (anche per le Edizioni Paoline), tanto per dire solamente due cose della sua Biografia. Ultimamente sta avendo un grande successo editoriale, grazie sprattutto agli ultimi due suoi libri – che definire rivoluzionari è dir poco! – secondo i quali dalla traduzione letterale del Vecchio Testamento verrebbe fuori un quadro… come dire… alieno! Nella Bibbia si parlerebbe con ogni evidenza di contatti con esseri alieni, culture extraterrestri, navi volanti e quant'altro!

 

Il-Libro-che-Cambiera-per-Sempre-le-Nostre-Idee-s-copia-1.jpgDio_Alieno.jpg

 

Guardate il servizio uscito da poco su Mediaset:  Italia 1 ha addirittura dedicato a lui uno "speciale", davvero ben fatto – a mio modo di vedere –, esauriente e superstimolante.

Eccolo!!

 

 

 

link

 

Ma voi vi chiederete: che c'entra Mauro e la sua Bibbia extraterrestre con i miei "Ocelum e Rama"?  Cartina Ocelum 

Rama: una leggendaria città megalitica (part I)

La risposta è: quasi niente.

:-)

 

Eh eh

In realtà, Mauro c'entra eccome, perché da alcuni anni ho cominciato a portare anche lui – che abita in Valle di Susa, poco lontano dal Musinè Il Musinè, monte sacro e magico (part I) – nei miei "luoghi sacri", ma soprattutto tra le rovine (interminabili fila di mura, con menhir, incisioni rupestri, fossati, terrazzamenti, ripari sotto roccia, cocci di terracotta…) delle mie amate "Ocelum" (come avrete capito, tra le montagne della Bassa Valle, poco distanti tra loro, ho trovato "tre Ocelum": Ocelum Alta, e Ocelum Bassa occidentale e orientale) che sono tre insediamenti di epoca "celtica" (età del Ferro), e in parte, probabilmente, ancor precedenti (dell'età dei Liguri, il Neolitico) – poi succesivamente romanizzati La Via delle Gallie: immagini video . Mauro poco per volta, quasi "senza accorgersene" – mi ha detto – è stato risucchiato dal "vortice affascinante" di queste scoperte, ed è ora una delle persone che crede maggiormente in me e nelle mie scoperte, e mi sprona sempre ad andare avanti nella Ricerca – forse una cosa sola, "filosoficamente parlando", ma fondamentale, ci accomuna: ci consideriamo Liberi pensatori e ricercatori sul Libero sentiero della Conoscenza.

Grazie Mà!!

 

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Nella prossima "puntata" metterò alcuni brani estrapolati dal primo articolo che abbiamo pubblicato insieme sulla rivista Fenix un paio di anni fa, proprio sul tema Ocelum-Sacra di San Michele… 

 

 

Si vedano anche:

Ocelum in un'iscrizione romana del 330 d.C. circa Ocelum in una carta dell'Ottocento Il simbolo dei druidi di Ocelum in un libro di René Guénon 

Una scoperta straordinaria proprio mentre filmavo… (part I)

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31 gennaio 2012 2 31 /01 /gennaio /2012 20:04

tabusso-rubiana
Ho appena sentito al telegiornale regionale del Piemonte che è mancato il pittore Francesco Tabusso, cittadino onorario del mio paese, Rubiana.

Ebbi l'onore diversi anni fa di andarlo a trovare – con mio padre, che lo conosceva da anni – nella sua villa, poco lontana dal centro del paese, a due passi dall'orto dei miei nonni.

 

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Diversi anni dopo scoprii che un suo disegno (che ritroverò!) rappresentava i luoghi che ora esploro io (che in un libro dell'Ottocento vengono chiamati "Riparia"): come me, era appassionato delle leggende di Ocelum e Rama, e il suo disegno rappresenta la zona con tutta una serie di simbolini-disegnini per indicare nell'area i ripari sotto roccia, le coppelle, le croci incise, le macine scolpite, i menhir, i frammenti di terracotta... Insomma, deve avere passato lunghi anni della sua vita sulle tracce delle due misteriose civiltà, proprio come faccio ora io, che ne raccolgo il testimone virtuale.

 

Grazie Francesco: tuo il merito di aver aperto per prima una pista che, sono convinto, si rivelerà prodiga di scoperte sensazionali. Tua la prima pennellata del Quadro di "Riparia" che, tassello dopo tassello, finirà col mostrarci i resti di un'importante Tradizione valligiana, millenaria, per lo più sconosciuta.

Grazie Francesco.

 

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In questa pagina a lui dedicata, ho voluto riportare alcuni suoi quadri che, con ogni evidenza, rappresentano il nostro bel villaggio di Rub

iana – che vide, tra l'altro, soggiornare nel 1917 il poeta Dino Campana Dino Campana a Rubiana… – da un punto di vista per me indubitabile: casa sua, con l'orto dei miei nonni in primo piano, chissà, e le nostre montagne sullo sfondo. Faccio notare che in una di queste colline dipinte, tra i suoi boschi, c'è la "mia" "Ocelum Alta"; e che le torri a sinistra in un quadro non possono essere che la Sacra di San Michele, luogo legato indissolubilmente, secondo la leggenda, alla nostra "Celle".

 

Ecco infine alcuni rimandi interessanti al proposito:

link

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tabusso


 

 

 

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29 gennaio 2012 7 29 /01 /gennaio /2012 13:04

Oggi apro una breve parentesi per cominciare a parlare del Monte più misterioso, "famoso" e discusso (anche in un recente programma di Italia 1, Mistero) della zona: il Musiné.

 

musinà-da avigliana

 

Questo e un brevissimo riassunto per cominciare a introdurvi l'argomento, che come vedremo spazierà dall'archeologia, all'astronomia, all'ufologia, alle leggende sulle masche (streghe)…

Insomma: sul Musiné, dalla notte dei tempi, pare che accadano cose "meravigliose"…

Ecco alcuni "assaggi" in sintesi.

 

 

Il Musinè, monte sacro

Nel 313 dopo Cristo, secondo un’interpretazione della nota leggenda, Costantino avrebbe visto in cima a una montagna una croce infuocata con la scritta: In hoc Signo Vinces, “Con questo segno vincerai” (1), decidendo così di adottare la religione cristiana come religione di Stato. Non tutti sanno però che la montagna in questione – secondo alcuni "storici valligiani" di parte? – sarebbe il Musinè, nella Bassa Val di Susa, a ridosso di Torino, considerato da sempre un (o forse “il”) monte sacro (2) dalle forti connotazioni magiche.

Oltre all’episodio della Croce di Costantino, in questo luogo sarebbero ambientate infatti leggende medievali le più stravaganti, storie di streghe – le masche del folklore locale –, di misteriosi maghi bianchi sbucati da caverne sotterranee, storie di folletti e di fantasmi…) e negli ultimi anni ufologiche.

A tale proposito, nell’anno 1973, «La Stampa» e «Stampa Sera», nei primi giorni di dicembre, riportarono numerosissimi articoli di avvistamenti, sul Musinè ma in generale su tutto il Torinese, di luci colorate, palle infuocate: insomma, di UFO veri e propri! E da qui il salto della tradizione “esoterica” piemontese fu breve: si cominciò a parlare di basi extraterresti sotterranee, di materiale radioattivo e di minerali presenti solamente nel Musinè e in altri due o tre luoghi della Terra, il tutto nascosto ovviamente nel cuore sacro della montagna…).

 

 

La trattazione del binomio “Mistero e Musinè” è però molto lunga, non possiamo certo finire qui il viaggio: torneremo presto a far rotta su questa montagna magica!! (che, va detto, è a poca distanza dalla "nostra" Ocelum, dunque sicuramente, per i sacerdoti-druidi del tempo, il musiné costituiva una zona sacra sopraelevata su cui celebrare riti).

 

A presto allora, con questo nuovo fronte di ricerca che ha a che fare prevalentemente con le categorie del "magico", del "leggendario", del "misterioso".

 

musine-sacra.jpg

 


1. In cima al Monte Musinè fu edificata un’enorme croce in cemento armato, ben visibile dalla Valle sottostante, nel 1901. Ecco parte de testo inciso sopra: IN HOC SIGNO VINCES / A PERPETUO RICORDO DELLA 
VITTORIA DEL CRISTIANESIMO
 CONTRO IL PAGANESIMO
 RIPORTATA IN VIRTÙ DELLA
 CROCE NELLA VALLE 
SOTTOSTANTE IN PRINCIPIO 
DEL SECOLO IV
 / SUA MAESTÀ IL RE
 VITTORIO EMANUELE []”.

 

2. Secondo la tradizione celtica locale, giunta fino a noi, le montagne sacre della zona sono tre: il Musinè, il monte Pirchiriano (su cui poi sorse la Sacra di San Michele, simbolo della Regione Piemonte) e il Rocciamelone (la montagna più alta di questo settore di Alpi).

 

 

 

Ecco infine un simpatico video che ho appena trovato su intenet (il primo che ho aperto): tanto per rendere l'idea del binomio "Musinè-UFO" che, a partire dagli anni Settanta, qui in Val di Susa è piuttosto "di moda".

 

 


 

 

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27 gennaio 2012 5 27 /01 /gennaio /2012 14:34

Si vedano anche i precedenti articoli:

Rama: una leggendaria città megalitica (part I)

Rama: una leggendaria città megalitica (part II)

 

1 rama-carta

 

Pubblico nuovamente l'incredibile particolare che ho scoperto in una Carta della fine del Settecento, in cui si scrive "Rovine di Rama"… Rama in una carta del Settecento! L'ennesima conferma che nei secoli passati, in Valle, si parlava di questa leggendaria città-civiltà antidiluviana. Ecco in quel punto esatto che cosa si trova oggi… Fila di mura (centinaia di metri) spesse oltre due metri…

 

3 rama-autore

 

Rama

È in questo ordine di idee, allora, che si va a collocare il discorso sulla leggendaria città-civiltà di Rama.

Secondo alcuni cronisti della fine dell’Ottocento e del Novecento, e secondo le vecchissime (millenarie?) tradizioni orali della Valle di Susa, nella notte dei tempi in Valle un misterioso popolo governato da “maghi giganti” (si sarebbero trovati dei sarcofagi di pietra contenenti ossa umane di tre metri!…), avrebbe dunque edificato possenti cinta di mura con enormi massi di pietra per proteggere altrettanto possenti “templi” sacri, in cui effettuare riti magici.

 

 

 

Secondo alcuni ricercatori che hanno tentato di approfondire lo studio di questa antichissima Tradizione orale valligiana, si sarebbe trattato di uno “sciamanesimo solare” (1), che avrebbe avuto origine proprio dalla caduta nella zona dell’Eridano – che secondo la leggenda greca, più specificamente, significava la zona di convergenza dei due fiumi Dora ed Eridano (2) nell’area appunto che comprende la Bassa Valle di Susa e Torino – di un meteorite contenente materiale ferroso e anche grandi quantità d’oro. Nel luogo dell’impatto, “indicato dal dio Sole”, sarebbero dunque venute le genti di Rama, guidate dal segno divino, a fondareun’area sacra, e a fondere il materiale aurifero per forgiare un meraviglioso disco solare (3) di notevoli dimensioni (si parla di due-tre metri di diametro), simbolo del nuovo culto dello Sciamanesimo solare.

 

DSC00754

 

Nel corso del tempo la città di Rama sarebbe divenuta meta di pellegrinaggio da parte dei più alti sacerdoti del mondo antico (si parla addirittura di una fantastica Biblioteca sacra contenente i Testi antichi – di cui alcuni frammenti in lingua incomprensibile sarebbero stati trovati, e ora custoditi, dai moderni “Custodi” di Rama) e, una volta scomparsa, si sarebbe comunque conservata nei secoli, e nei millenni, la consuetudine di fare un “pellegrinaggio” spirituale nella terra della magia, secondo alcuni cronisti locali fino quasi ai giorni nostri, nell’Ottocento. Si spiegherebbe allora il perché, forse alcuni secoli o millenni dopo la scomparsa di Rama, da sud una stirpe di nobili egizi facesse migliaia di chilometri per andarsi a stabilire nelle “anonime” terre dei Taurini – che però, guarda caso, veneravano il loro stesso dio toro Api… – (se è vero che nel sottosuolo torinese è stata rinvenuta una lapide con iscrizione dedicata alla Dea egizia Iside); mentre da nord scendevano tribù di galli probabilmente guidate dalla saggezza dei loro sacerdoti, i druidi (che tra l’altro, secondo alcuni storici, in origine non erano neppure celti “di stirpe”, ma di “adozione”, essendo invece tra i pochi sopravvissuti della colonia atlantidea del Nord – quando a sud gli altri sopravvissuti sarebbero stati invece i sacerdoti egizi…).

Ecco dunque Torino e la Valle di Susa intesi come luogo sacro, terra magica in cui confluiscono tradizioni antichissime e (apparentemente) assai lontane.

 

 

Last but not least: il mio amico druido Marius, che cura il Blog "gemello diverso" di questo, ha appena fatto scoperte sensazionali a proposito di Rama, appunto. Andate subito a vedere le immagini!!

link

 

36 - Eridanus 1


1. In particolare, gli studiosi Giancarlo Barbadoro, Hanno anche parlato di Rama…  autore di numerosi articoli e ricerche sull’argomento, e Antonio Zampedri, autore del libro Magia e leggenda in Valle di Susa; e soprattutto, negli anni Settanta, la scrittrice Giuditta Dembech, autrice dei fortunatissimi libri Torino magica e Musinè magico – Archeologia e leggenda in Valle di Susa.

2. In altra sede parleremo, a proposito delle origini celtiche della zona, delle straordinarie coincidenze e assonanze nella toponomastica; si veda qui semplicemente il nome del fiume gallico per eccellenza, più volte citato da Cesare: il Rodano…

3. Si (ri)vedano a tale proposito le successive mitologie celtiche del Graal o dei Cavalieri della Tavola rotonda

Ma si pensi anche alle riunioni mondiali di maghi che periodicamente, ancora oggi, si terrebbero a Torino…

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