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31 dicembre 2011 6 31 /12 /dicembre /2011 00:11

Eccoci ai "ringraziamenti druidici" di fine anno…

Con l'anno 2012 che inizia – e che per alcuni conclude la Nostra era… – son esattamente 20 anni che faccio ricerche alla Indiana Jones sul campo! (e da qui, naturalmente, lo pseudonimo Rubiana Jones: il mio vero nome è Andruid… ehm, no, Gordon Mc Cohen naturalmente!).

 

Innanzitutto – al di là delle fonti orali, che sembrano affondare le loro radici, nella Valle di Susa, nella notte dei tempi… – voglio citare il mio amico e "fratello" Marius: proprio grazie al "mito di Rama" e al comune interesse per il druidismo ci siamo incontrati, e subito riconosciuti. Marius ha un blog su Rama, appunto, con tutta una serie di approfondimenti, suggerimenti, stimoli di natura "druidica"… Ed è lui che mi ha aiutato ad aprire questo mio Blog: in una pagina di "Ringraziamenti ramiani-druidici di fine anno"… il primo posto spetta naturalmente a lui!!

Ecco il link al suo Blog bellissimo e superstimolante!!

link 

 

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Mi permetto di citare solo un passo, suo, che trovo suggestivo:

 

L'utilizzo degli altari per i Druidi Ramani era molto semplice ma allo stesso tempo molto importante, veniva inserito nelle coppelle del materiale oleoso infiammabile per poi essere acceso quando una delle costellazioni era proprio al di sopra della pietra, questo per creare una connessione con la stessa, una sorta di portale cosmico.

 

I Druidi Ramani erano convinti che in quel momento e in quel dato periodo il cosmo e la terra si unissero con un filo di luce, provate ad immaginare quanto il buio di quel periodo (senza i nostri cari lampioni) rendesse suggestivi i piccoli fuochi di connessione.

 

I fuochi molto probabilmente venivano accesi ad ogni solstizio e rimanevano tali finchè il sole non sorgeva, i canti e gli inni alla stelle rendevano i riti ancora più forti, i Druidi distribuivano, al sorgere del sole, le pietre che erano state benedette (caricate) con le energie del cosmo a tutti i clan in segno di pace e uguaglianza.

 

Qelle però erano anche le notti in cui si leggevano le stelle, le notti in cui il cosmo era così vicino da sussurrare le profezie come solo un soffio di stella avrebbe potuto fare.

 

 

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Nel corso degli anni, alcune persone mi hanno accompagnato in perlustrazione. Nei primissimi anni Novanta, giovane studente, cominciai ad occuparmi delle civiltà che sembravano aver abitato il mio paese, Rubiana, fin dall'antichità.

Tutto iniziò così, esattamente 20 anni fa: il sindaco di allora aveva tra le mani l'articolo in inglese di una qualche rivista scientifica, in cui si parlava di un villaggio neolitico "Caste type" in quel di Rubiana appunto. Mi chiese di tradurlo – allora il mio inglese non era una ciofeca come ora… – e se possibile di identificare il "villaggio", di trovarlo insomma, nelle montagne, nei boschi – come paese Rubiana son, siamo, quattro gatti, ma come comune è piuttosto esteso, comprendendo diverse montagne e montagnuole: la ricerca di fatto era tutt'altro che semplice. Alla fine trovammo il sito – e molto presto presenterò le immagini: si tratta di una vera stranezza, una trentina di circoli di pietre, muretti circolari, che han tutta l'aria di essere abitazioni di un villaggio "Castle type" (c'è pure il fossato, il sentierino con menhir che porta al torrente, è esposto a Sud, ha mura difensive…), se non fosse per le loro dimensioni ridotte (al massimo, un metro e mezzo-due metri di diametro, spesso meno). Tant'è che il mio grande amico Dando – insieme a Nino e a Claudia, sulle tracce del "Villaggio sperduto" – vista la piccolezza delle "capanne" disse tutto serio, con un'innocenza disarmante:

– Beh, certamente qui non c'era neanche lo spazio per sdraiarsi, ma evidentemente gli uomini preistorici, assai più vicini agli animali di noi moderni, come i cavalli… dormivano in piedi!! 

Testuali parole.

Tutto serio.

Noi ci guardammo perplessi. E solo oggi capisco la raffinatezza della sua sagace ironia beffarda. 

 

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Poi vennero gli anni con Piero. Raro esempio di persona riservata tutta d'un pezzo ma dal cuore di quarzo bianco, grande conoscitore della Valle, delle piante, delle rocce… Fu lui un giorno a insegnarmi a raccogliere "l'acqua di Betulla", come la chiamo io. Appena finisce l'inverno (che ahimè è appena iniziato, e andrà avanti per le lunghe quest'anno, iniziando molto in ritardo)… vado a raccoglierla!!

Grazie Pié!

 

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Poi arrivarono gli anni delle esplorazioni e degli articoli con Mauro (il Biglino, per chi non lo sapesse, è un grande studioso di civiltà, religioni e culture antiche, traduttore dall'ebraico, autore di libri davvero rivoluzionari…

[link ; link ; link solo per citarne alcuni…]

… ma soprattutto un vero amico con cui fare escursioni nei boschi parlando a ruota libera delle nostre curiosità "filosofiche" – ma un mio sogno sarebbe di pubblicare, qui nel Blog, le nostre divagazioni sui modi di dire in piemontese: una forma elevata (a suo modo!), anche antica, di saggezza popolare (spesso davvero comica e surreale!) che poco per volta, purtroppo, va a scomparire… :-)

 

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E poi c'è "Katia Croft", santa donna che mi ha sopportato per ben tre anni, intrepida compagna anche di perlustrazioni (se c'era un tunnel o grotta da esplorare, non ero certo io a infilarmi per primo!) e scopritrice del "famoso" menhir bucato! 

 

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Insomma, arriviamo ai giorni d'oggi.

(Ho senza dubbio omesso e dimenticato un sacco di compagni di "viaggio archeo-misterico" imprescindibili! me ne scuso, e provvederò al più preso a citarli e onorarli degnamente!)

L'ultimo ringraziamento a un "essere umano" lo faccio a Elena, incontrata "per caso" due mesi fa a "Ocelum alta"… (e vive a Caprie in Via città di Rama!!) e da allora compagna di escursioni – è tornata al Becco dell'Aquila col marito per fare altri rilevamenti col GPS…, alcune "canaline" non si sa verso che cosa puntino… fniora ho scoperto "solo" un allineamente solstiziale... ma chissà, ne scopriremo ancora delle belle!!

 

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E infine, last but not least, il mio fedele compagno di escursioni (vado quasi sempre da solo, ma se me lo porto dietro si fa piccolo piccolo nel bagagliaio, non emette un gemito, o un lamento, e mi seguirebbe anche sulla Luna – la scorsa estate mi ha seguito, ero con Nino, sul Civrari: ore e ore di salita estiva e senza acqua, vedevo che arrancava un po'… Insomma, alla fine s'è piantato, non si muoveva più. Un'odissea fu quella giornata, con Nino che fabbricava una portantina con fili d'erba secca, io che scardinavo una porta da una vecchia baita abbandonata per la barella, Tao che appena caricato si buttava giù suicidandosi e ringhiando… Insomma, alla fine ho convocavo mio padre e mio cognato col cell, son poi arrivati che era buio, abbiam caricato il povero Tao in una vecchia coperta, e giù per i sentieri, alla cieca, verso la macchina. A mezzanotte eravamo a casa. Non so come abbiamo fatto a non romperci l'osso del collo, quella notte.

Scusa Taolone se non ti diedi acqua abbastanza…

 

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E infine infine… BUON ANNO a tutti!!!

Nel 2012 spero di trovare – "per caso", non mi metto certo a scavare e a profanare la terra dei miei antenati, del mio Clan... – l'unico tassello che manca alle mie ricerche: un vero e proprio reperto archeologico celtico, la prova decisiva, finale, trovata in extremis poco prima della fine del mondo!!! ;-)

Rubiana Jones

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