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30 novembre 2011 3 30 /11 /novembre /2011 16:01

La cara Elena, che ieri mi ha mostrato le rovine di Rama/Ocelum dietro casa sua – vive, udite udite, a Caprie in Via Città di Rama!… – mi ha mandato questa bellissima poesia; colgo l'occasione per ringraziarla pubblicamente, e per estendere la ricerca di Poesie ispirate per la mia Rubrica "Canti delle foglie", che da oggi in poi presenterà anche una selezione di altri poeti oltre il sottoscritto – oltre naturalmente alle poesie della mia precedente incarnazione… s'intende ;-)

Iniziamo dunque con la poesia bellissima che mi ha dedicato Elena:

 

 

i poeti lavorano di notte

I poeti lavorano di notte

quando il tempo non urge su di loro,

quando tace il rumore della folla

e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio

come falchi notturni od usignoli

dal dolcissimo canto

e temono di offendere Iddio.

Ma i poeti, nel loro silenzio

fanno ben più rumore

di una dorata cupola di stelle.

  Alda Merini

 

 

 antonelli-notte

 

E naturalmente, a questo proposito, non posso che ricordare la bellissima canzone (cinica e poetica) di Francesco De Gregori (uno dei massimi poeti, specialmente nel suo periodo giovanile, del Novecento – questa poesia è invece già alquanto "matura", ma va bene lo stesso…)

 

Vanno a due a due i poeti,

verso chissà che luna,

amano molte cose, forse nessuna.

Alcuni sono ipocriti e gelosi come gatti,

scrivono versi apocrifi, faticosi e sciatti.

Sognano di vittorie e premi letterari,

pugnalano alle spalle gli amici più cari.

Quando ne trovano uno ubriaco in un fosso,

per salvargli la vita gli tirano addosso.

Però quando si impegnano lo fanno veramente,

convinti come sono di servire alla gente.

E firmano grandi appelli per la guerra e la fame.

Vecchi mosconi ipocriti, vecchie puttane.

 

Vanno a due a due i poeti

e poi ritornano quasi sempre,

come gli alberi di Natale quando arriva dicembre.

Si specchiano nelle vetrine dentro ai loro successi,

poveri poeti soliti, quasi sempre gli stessi.

Però l'avvenimento, il più sensazionale,

è quando in televisione li vedi arrivare.

Profetici e poetici, sportivi ed eleganti,

pubblicare loro stessi come fanno i cantanti.

 

Vanno a due a due i poeti,

traversano le nostre stagioni,

e passano poeti brutti e poeti buoni.

Ma quando fra tanti poeti

ne trovi uno vero,

è come partire lontano,

come viaggiare davvero. 

 

Francesco de Gregori

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=d6dNF0u0fjk


 

 

 

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Published by ocelum-rama - in Canti delle foglie
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